giovedì 27 settembre 2012

Pay in Blood Traduzione Italiana Bob Dylan



Pago col sangue - Traduzione di Mr.Tambourine

Beh, io sto sgobbando la mia vita là fuori, stabile e sicuro
Niente di più infelice di quello che devo sopportare
Sono avvolto dalla luce del sole che brilla
Potrei lapidarvi a morte per le ingiustizie che avete fatto
Prima o poi farete un errore
Vi metterò una catena che non potrete rompere
Gambe e braccia e il corpo e le ossa
Pago col sangue, ma non il mio

Notte dopo notte, giorno dopo giorno
Loro spogliano le vostre inutili lontane speranze
Quanto più prendo tanto più ho
Quanto più muoio tanto più vivo
Ho qualcosa in tasca che farà strabuzzare gli occhi
Avevo cani che potrebbero farvi a pezzettini
Sto girando intorno alla zona sud
Pago col sangue, ma non il mio

Quello che ho sono carte scarse
Ma giocherò questa mano che mi piaccia o no
Ho giurato di rispettare le leggi di Dio
Potreste mettermi davanti a un plotone di esecuzione
sono stato fuori e in giro con uomini turbolenti
Proprio come te, mio bell’amico
La mia testa è così dura, deve essere fatta di pietra
Pago col sangue, ma non il mio

Un altro politico ti sta prendendo per il culo
Un altro mendicante arrabbiato ti sta mandando un bacio
Hai gli stessi occhi di tua madre
Se solo tu potessi provare chi era tuo padre
Qualcuno deve averti messo una droga nel tuo vino
Loainghiottì e passi la linea
L'uomo non può vivere di solo pane
Pago col sangue, ma non il mio

Come ho fatto tornare a casa, nessuno lo sa
O come sono sopravvissuto a così tanti colpi
Ho passato l'inferno, cosa ho fatto di buono?
Sei un bastardo! Immagino che dovrei rispettarti ?
Ti darò la giustizia, io ingrasso il tuo portafoglio
Prima fammi vedere le tue virtù morali
Sentimi gridare e sentimi gemere
Pago col sangue, ma non il mio

Tu accarezzi il tuo amante nel letto
Vieni qui, ti spaccherò la tua testa schifosa
La nostra nazione deve essere salvata e liberata
sei stato accusato di omicidio, come ti dichiari?
Ecco come passo le mie giornate
Sono venuto a seppellire, non a lodare
Berrò a sazietà e dormirò da solo
Pago col sangue, ma non il mio

domenica 23 settembre 2012

Tin Angel di Bob Dylan - la traduzione italiana



“Angelo di latta” di Bob Dylan

Era tardi, ieri notte, quando il boss tornò a casa
ad una casa deserta ed un desolato trono
Lo scagnozzo disse: “Boss, la donna è andata
E' partita questa mattina, poco prima dell'alba”

“Hai qualcosa da dirmi. Dillo a me, uomo
Vieni al punto più direttamente che puoi”
“Il vecchio Henry Lee, capo del clan
Venne a cavallo attraverso i boschi e la prese per mano”

Il boss distese la sua schiena piatta sul suo letto
Imprecò per il caldo e strinse la sua testa
Considerò il futuro del suo destino
Aspettare un altro giorno potrebbe essere troppo tardi

“Andate a prendere la mia giacca e la mia cravatta
E la manodopera più economica che i soldi possono comprare
sellatemi la mia cavalla bruna
Se mi vedete passare tirate fuori una preghiera”

Beh, cavalcarono tutta la notte e cavalcarono tutto il giorno
Verso est lungo la grande strada
Il suo spirito era stanco e la sua vista era distorta
I suoi uomini lo abbandonarono e lui proseguì

Arrivò in un posto dove la luce era scialba
La sua fronte martellava dentro la sua testa
Il cuore pesante era colmo di dolore
l' insonnia infuriava nel suo cervello

Beh, gettò per terra il suo elmo e la sua spada dall'impugnatura a croce
Abbandonò la sua fede e rinnegò il suo Signore
si mise carponi, appoggiò il suo orecchio al muro
In un modo o nell'altro per mettere fine a tutto questo

Si chinò, tagliò il cavo elettrico
Scrutò dentro le fiamme e sbuffò sul fuoco
Sbirciò nell'oscurità, intravide i due
Difficile dire con certezza chi era chi

Si calò giù con una catena dorata
I suoi nervi facevano tremare ogni vena
Le sue nocche sanguinavano, inspirò dell'aria
Passò le sue dita tra i suoi capelli sudici

Si guardarono l'un l'altro ed i loro calici tintinnarono
Una sola cosa, inseparabilmente legati
“Ho la strana sensazione di avere vicino un uomo ”
“Non ti preoccupare di lui, non farebbe del male ad una mosca”

Da dietro la tenda, il boss attraversò la stanza
Spostò i suoi piedi e sprangò la porta
Le ombre nascondevano i solchi del suo volto
Con tutta la nobiltà di una antica razza

Lei si voltò, trasalì con uno sguardo di sorpresa
Con un odio che avrebbe potuto squarciare i cieli
“Sei un pazzo incosciente, posso vederlo nei tuoi occhi
Venire fin qui non è stato per niente saggio”

“Alzati, tirati su, tu sgualdrina dalle labbra avide
E copriti la faccia o subiscine la conseguenza
Tu stai facendo male al mio cuore
Rimettiti i tuoi vestiti sulle spalle velocissimamente”

“Ragazzo scemo, tu mi credi una santa
Non ascolterò più le tue lamentele
Non mi hai dato niente se non le bugie più dolci
Ora frena la tua lingua e soddisfa i tuoi occhi”
“Ti ho dato le stelle ad anche i pianeti
A cosa ti servono queste cose?
Piega il cuore se non le ginocchia
Oppure non vedrai mai più di nuovo questo mondo”
“Oh, per favore, non lasciare che il tuo cuore sia freddo
Quest'uomo mi è più caro dell'oro”
“Oh tesoro mio, tu devi essere cieca
E' una scimmia senza fegato con una mente inutile”

“Tu sei stato troppo a lungo insieme a me
Ora sono io che deciderò come saranno le cose”
“Prova a sfuggire” imprecò e maledisse
Dovrai provare a passare sul mio cadavere prima”


“Non lasciarti comandare dalla passione
Pensi che il mio cuore sia il cuore di uno sciocco?
E tu, signore, non puoi negare
che hai fatto di me una scimmia. Come e perché?”

“Non continuerò più con questo scambio di insulti
Il diavolo ti può avere, assisterò a questo
Ripensaci alla svelta o scansati
Altrimenti desidererai di essere morto nella culla”

La pistola fece 'bum' e lo sparo risuonò chiaro
Il primo proiettile sfiorò il suo orecchio
La seconda pallottola andò ben dritta
E lui si piegò a metà come un bidone ammaccato

Strisciò verso l'angolo e abbassò la sua testa
impugno la sedia ed afferrò il letto
Ci vorrebbe di più di ago e filo
Sanguinando dalla bocca, era un uomo morto

“Hai ucciso mio marito, tu mostro”
“Marito? Quale marito? Cosa diavolo intendi?
Era un contendente, un peccatore
L'ho abbattuto e l'ho gettato al vento”

Questo lei disse col cuore rabbioso:
“Anche tu vedrai il signore della morte
Sono stata io che ho portato la tua anima alla vita”
Quindi sollevò i suoi vestiti e tirò fuori un coltello
La sua faccia era dura e ricoperta di sudore
Le sue braccia dolevano e le sue mani erano bagnate
“Tu sei una regina assassina ed una moglie sanguinaria
Se non ti dispiace, prendo io il coltello”

“Siamo due dello stesso genere ed il nostro sangue scorre ardente
Ma non siamo in alcun modo simili nel corpo o nel pensiero
Tutti i mariti sono buoni uomini, come tutte le mogli sanno”
Quindi lo trafisse al cuore e fece scorrere il suo sangue

Le sue ginocchia zoppicarono e si allungò ad afferrare la porta
La sua tomba era chiusa, scivolò sul pavimento
Sussurrò alle orecchie di lei: “Questo è tutta colpa tua
I miei giorni di lotta sono arrivati alla fine”

Lei toccò le sue labbra e baciò la sua guancia
Lui provò a parlare ma il suo respiro era debole
“Tu sei morto per me, ora io morirò per te”
Mise la lama sul suo cuore e la fece passare attraverso

Tutti e tre gli amanti insieme in un mucchio
Gettati nella tomba, a dormire per sempre
Le torce funebri fiammeggiavano lontano
Attraverso le città ed i villaggi l'intera notte e l'intero giorno.

(fine)

fonte http://www.maggiesfarm.eu/

giovedì 6 settembre 2012

Tempest: Questa non è la recensione del nuovo Bob Dylan

A tre anni dal suo ultimo lavoro ritorna Bob Dylan. Ancora una volta, la terza, sceglie come data di lancio quel fatidico 11 settembre. Un mese frizzante, dove forse, dopo i fasti e le "monotone" litanie da ombrellone è più semplice apprezzare un lavoro di un artista del calibro di Dylan.

Tempest: un disco assoluto, bislacco e sardonico, come solo Dylan può fare. Una produzione brillante e inaspettata.
Dopo due dischi musicalmente più ingessati e quasi privi di guizzi del suo genio musicale, (a parte un paio di episodi su Modern Times), è arrivata questa bella sorpresa.
Un disco godibile, brillante e terrible. Fin dal primo ascolto, cosa che non succedeva da un decennio, forse. Trentacinquesimo lavoro in studio che celebra i 50 anni di carriera. Prodotto con lo pseudonimo di Jack Frost nello studio di Santa Monica di Jackson Browne.
Con ospiti (già noti) come il paroliere Robert Hunter, storico collaboratore dei Grateful Dead e David Hidalgo, il "Los Lobos" che per la terza volta fa capolino in un disco di Dylan, suonando fisarmonica e violino. Torna nella band in studio Charlie Sexton, il ché è un bene, a nostro parere.

C'è dentro una bella girandola di figure e nuovi personaggi da aggiungere all'affresco. William Blake, lo spirito di John Lennon, Al Pacino, Keith Richards, Ron Goulart, Leonardo Di Caprio, Francesco De Gregori, Louis Armstrong, Charlotte la prostituta, Maria la madre di Gesù, la Regina delle Fate e Cleopatra, fanno tutti da sfondo o da protagonisti al gran circo che mette in scena Bob Dylan.

C'è una nuova citazione a Charlie Chaplin, nel video di Duquesne Whistle, una nuova apprezzabile prova registica di Nash Edgerton, già autore dei precedenti "Must Be Santa" e "Beyond Here's Lies Nothin' ".

Un disco lungo e coeso, 68 minuti, come non si sentiva dai tempi di Time Out Of Mind. Un sound che ricorda forse Love And Theft, ma con degli innesti e dei graffi più contemporanei ed efficaci, a livello di arrangiamento e di suono. La cosa che stupisce però è la qualità delle canzoni. Testi e musica. La band capitanata dalla chitarra di Charlie Sexton suona sugli scudi e dimostra, ancora una volta, che c'è sempre voglia e motivo per ascoltare questa MUSICA.

Dylan ancora una volta dimostra la sua maestria nel sapersi districare tra musica ancestrale, testi visionari e  controllo dei suoni. In cabina di regia c'è lui, ed è un bene. Nonostante qualche fan nostalgico possa ancora rimpiangere Daniel Lanois, è Dylan il capitano di se stesso in questa sarabanda di storie di mare, di terra e di ferrovie.

Il western, le carovane, il fischio dei treni che passano sferragliando e che riusciamo davvero a sentire nelle chitarre di Duquesne Whistle, o nel blues nervoso di Narrow Way... Lasciatemi poi dire qualcosa della meravigliosa "Pay In Blood", la migliore hit dai tempi di Thing Have Changed. Con quell'incedere rock-blues alla Rolling Stones ("Tattoo You"),  le chitarre ariose e la ritmica decisa e sensuale. Ed un testo ambiguo quanto basta.

Ad un primo ascolto Long And Wasted Years, Scarlet Town, (la nuova Ain't Talkin'?) Tempest e Pay In Blood sono le prime canzoni che restano in testa.

Tempest è la sintesi finalmente riuscita tra la sua anima vintage, espressa a più riprese nell’ultimo decennio, e la sfrontatezza folk rock dei suoi anni giovanili. Ci era andato vicino con Love And Theft e Modern Times, ma stavolta c’è riuscito davvero.

Tempest si nutre dell’eterno mito della frontiera americana, tirando fuori dalle viscere della terra dieci canzoni senza tempo. Rispetto al suo precedente lavoro, Together Through Life, questo è sicuramente più cupo, meno consolatorio. Trasuda vita, morte, sangue e fantasmi. La voce di Dylan pare provenire dall'aldilà, proprio come nel suo percorso blakiano di Time Out Of Mind.

Scorrono, come in un flusso musicale a ritroso, tanti frammenti e riferimenti. Da Infidels a Blood On The Tracks, da Desire a Blonde On Blonde, da Highway 61 Revisited a Slow train comin'. E' semplicemente Bob Dylan, che torna con un suo lavoro tra i più significativi ed importanti della sua carriera. Sullo stesso livello di Oh Mercy e Time Out Of Mind, come minimo.

Tempest è un disco lirico, provocatorio, ironico e apocalittico, in poche parole, un disco di Bob Dylan.

"Quest’uomo ha una personalità straordinaria, ineguagliabile. Lo puoi criticare, odiare per come stravolge i suoi brani storici, però l’immensità non si tocca." (Stefano Bonagura)

"Fino a quando un uomo buono scriverà una grande canzone, questo treno continuerà la sua marcia" (Vites)

Dario "Twist Of Fate" Greco

martedì 28 agosto 2012

Bob Dylan Tempest Preview


Ci siamo quasi. Il grande momento è giunto.
L'undici settembre 2012 la Sony rilascerà il nuovo (capo)lavoro di Mr Bob Dylan.

Le premesse con gli ascolti di Early Roman Kings, Duquesne Whistle e un breve frammento di Scarlet Town, appaiono più che buone, anche se non si registrano ad ora significative novità per quanto riguarda il sound, che pare una miscela degli ultimi tre lavori in studio del nostro, Love and Theft, Modern Times e Together Through Life.

In particolare Scarlet Town mi sembra uno di quei capolavori capaci di perdurare nel tempo e di guadagnare in fascino e bellezza, ma è troppo presto dirlo adesso. Tocca aspettare questo nuovo 11 settembre dylaniano.



Dario Twist of fate


venerdì 25 maggio 2012

I Blues Brothers tornano sul grande schermo


A 30 anni dalla scomparsa di John Belushi e a 100 anni esatti dalla  fondazione della Universal tornano sui grandi schermi The Blues Brothers, il grande capolavoro di John Landis, con gli indimenticabili John Belushi e Dan Aykroyd con delle proiezioni speciali che si terranno in tutta Italia il 20 e il 21 giugno. Un evento che certamente non è ristretto soltanto al nostro paese, ma che riguarda tutto il mondo. La straordinaria commedia – musical uscita nei cinema nel 1980 è uno di quei film entrati nell’immaginario collettivo del pubblico e buona parte del suo impatto è da attribuire ad un cast di musicisti e cantanti famosi in tutto il mondo, oltre ad una trama che lo rende un perfetto show musicale.
In The Blues Brothers Belush ed Aykroyd interpretano i fratelli Jake “Joliet” Blues ed Elwood Blues (personaggi che i due comici inventarono prima che il film venisse realizzato e che erano già comparsi in alcuni sketch televisivi del Saturday Night Live) che le tentano tutte pur di impedire la chiusura dell’orfanotrofio dove entrambi erano cresciuti. Alla fine decideranno di organizzare una reunion della loro band blues e di fare concerti in giro per locali, tentando in tal modo di racimolare i soldi necessari.
 Nel 1980 il film ebbe un percorso davvero stentato al box office e ci volle molto tempo prima che si potesse parlare del successo che conosciamo, che fa sì che venga ancora proiettato in qualche cinema. La sceneggiatura del film fu scritta da Dan Aykroyd e dallo stesso regista John Landis. Ci fu anche un sequel, presto dimenticato, uscito nel 1998 e dal titolo Blues Brothers – Il mito continua, sempre con la regia Landis ed interpretato da Aykroyd, John Goodman, Joe Morton e l’allora giovanissimo Evan Bonifant.


giovedì 24 maggio 2012

Filosofia del Rock

Audono e vanno ai concerti. Vi racconto un caso di un musicista che conosco personalmente. Durante il concerto fa: "compagni, ieri, durante il concerto di Catania siamo stati attaccati dai fasci, volevano impedirci di suonare". E il pubblico va in visibilio. Dopo il concerto, ingenuamente, gli chiedo: "ma cosa è successo ieri?". E lui, senza scomporsi mi risponde: "niente, lo racconto perchè il mio pubblico si gasa". (Alberto Scotti)


***
Dopo Pier Paolo Capovilla se ne va da facebook anche Daniele Sepe. Dice che siccome lui parla male di Saviano e di Vendola e di De Magistris i comunisti non lo fanno più suonare ai festival, gli vogliono chiudere la bocca. Anche io ho parlato male di Saviano e di altre persone della sinistra. Vi prego, non chiudete la bocca pure a me, non mi emarginate! (Alberto Scotti)

mercoledì 16 maggio 2012

Il rappresentante - short film (2012)





Lo spaccato di una famiglia, divisa tra poesia e brutale realismo, nella Calabria contemporanea. Calabria, oggi. Giovanni è un giovane studente universitario, orgoglioso e realista. Franco, il padre, è un piccolo commerciante, con velleità artistiche, che gestisce un negozio di generi alimentari in difficoltà economiche. Una famiglia come tante, la cui monotonia viene spezzata dall’irrompere di uno strano personaggio, un rappresentante piuttosto atipico. Da quel momento la loro vita non sarà più la stessa.


L’ambizioso progetto tocca un tema caldo per il sud Italia, di cui entrambi i giovani artisti sentono l’esigenza di parlare. Li affiancano in questo primo cortometraggio attori di spessore come Dante De rose, che interpreta il rappresentante del titolo, Giovanni Turco, uno dei volti più rappresentativi del teatro calabrese, Marisa Casciaro, Renato Costabile, Nausica Sganga e il giovane Marco De rose. Un prodotto intrigante attuale ed indipendente che ricorda il taglio delle opere di Alejandro Inarritu e di Guillermo Arriaga.

Il rappresentante Regia di Marco Caputo - Scritto ed interpretato da Davide Imbrogno

giovedì 10 maggio 2012

Le Origini del Male - Suonatori di Organetto



Le Origini del Male - I suonatori di organetto


un affettuoso omaggio al genio musicale di Tom Waits

martedì 1 maggio 2012

Le Origini del Male - Gli Stuzzicadenti

Le Origini del Male

Amano le cripte, le soffitte, fanno musica da (s)ballo. Sono una band ironica. Scardinata.
Sono "Gli Stuzzicadenti"
Potreste vederli in un rock pub eseguire un repertorio che va dai Creedence a Van Morrison e ricordano per il look il primo Willy DeVille.

Per saperne di più seguite http://leoriginidelmale.blogspot.it/


mercoledì 4 aprile 2012

Nuova collezione Versace per i nostri figli

Novità per i più piccini! Arriva per la collezione primavera-estate la moda YOUNG Versace, ovvero una serie di capi d’abbigliamento, per vestire i nostri figli. Una vera e propria rivoluzione di colori, sfumature, tinte, che renderanno il bambino molto più vivace, e soprattutto al passo coi tempi. In tutti i negozi, marchio Medusa, quindi negoni nei quali possiamo imbatterci solo in capi d’abbigliamento autentici (occhio alle contraffazioni) potremmo divertirci a scegliere i capi, più adatti al carette dei nostri figli.

I consigli che Young Versace propone ai piccoli, sono coerenti allo stile unico e solo di Versace: un marchio riconoscibile a tutti, che si distingue per vari ragioni, soprattutto per le rifiniture, i colori. Una linea in accordo con il guardaroba dei più grandi, create appositamente per la comodità e il vigore dei piccini.

Young Versace propone per le più piccole, capi poetici, ad esempio gli “abitini”, caratterizzati dal classico colore rosa che contraddistingue il sesso femminile da sempre. Abiti arricchiti da tinte che hanno reso famosa e apprezzata ogni collezione del passato e del mitico marchio Versace. Completi con pantaloni e magliette, tutto ovviamente glamour; persino i sandali sostati creati e curati con la massima cura, per rende le bambine glamour dalla testa ai piedi.

Per i maschietti la Young Versace, propone un abbigliamento classico, certamente adeguato alla giovane fascia d’età. Ad esempio, pantaloni bon ton che arrivano fin sotto al ginocchio, delicati gilet. Ma per chi ama il colore sgargiante, non mancano i capi più colorati, colori vivacissimi: come il verde, il giallo, che restituiranno vigore ed energia alla nuova collezione. E per tutti color amano uno stile casual e ovviamente chic, arrivano i pantaloni accurati da abbinare a classiche magliette sulle quali è riportato il logo Versace.

Insomma la cara Donatella Versace, non ci lascia mai soli, curando genitori e figli, con il suo stile di eleganza e originalità.

martedì 3 aprile 2012

You Droste - di Luigi S. Veneziano



La realtà ha diversi colori e ritmi. Ma chi può dire cosa è vero e cosa è un riflesso di altre immagini riflesse da altre immagini? In un gioco di matrioske virtuali ognuno di noi si ritrova scomposto e guardato. Tutto è “droste”. Tutto è declinato all’infinito. Anche tu. L’intimistico gioco di sguardi tra spettatore e personaggio si fonde in soggettive trasparenti.

Il gioco crea sottili barriere tra gli occhi di chi “guarda realmente” a chi invece “guarda per finta”; cosa scegli di essere? Uno spettatore attento o un uomo in attesa di qualcosa? Una donna invitata ad un appuntamento misterioso o un ragazzino distratto e non curante del climax di una storia? (eppure uno dei protagonisti gli sorride).

I personaggi si muovono e seguono le distrazioni che la fruizione del cinema-web oggi propone. Quattro episodi legati da sguardi, quattro livelli che si sovrappongono fino al livello dell’utente e che, inevitabilmente, rimanda ad un livello ancora piu in alto fino all’ultima scena, all’ultimo frame, all’ultimo sguardo, all’ultimo droste.

You Droste - A Short Film by Luigi S. Veneziano

Cosenza partecipa alla sfida lanciata dal regista Ridley Scott: “Your Film Festival”, il concorso indetto da Youtube.com. Premio in palio per i primi dieci classificati: la possibilità di partecipazione al prossimo Festival del Cinema di Venezia.

sabato 4 febbraio 2012

Miss Fraulein & Paola Barale su Nocturno




Un videoclip decisamente nocturniano quello della band dei Miss Fraulein, con Paola Barale sexy-lesbo rapinatrice di banche a dir poco indimenticabile!
Completano il cast Davide Imbrogno, stella emergente del firmamento video indipendente e Stefania Sardo, affermata attrice di cinema e teatro d'autore.