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Bob Dylan: focus sui dischi anni Sessanta

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C’è un modo semplice ma sorprendentemente efficace per osservare l’evoluzione artistica di Bob Dylan negli anni Sessanta. Non seguendo la sequenza completa degli album, né concentrandosi solo sui momenti più celebrati della sua carriera, ma guardando invece a una piccola serie di dischi usciti tutti nello stesso periodo dell’anno: tra marzo e maggio. In questo arco stagionale, nel giro di sette anni, Dylan pubblica quattro album che permettono di attraversare quasi per intero il suo decennio decisivo. Dal debutto del 1962 alla svolta country del 1969, questi dischi raccontano la trasformazione di un giovane interprete folk nel più influente autore della musica popolare contemporanea.  La sequenza è sorprendentemente compatta.  Il 19 marzo 1962 esce Bob Dylan , il disco d’esordio registrato quando il cantante è da poco arrivato a New York. Il 27 maggio 1963 arriva The Freewheelin’ Bob Dylan , l’album che lo consacra come autore e portavoce di una nuova generazione. Il 22 marzo ...

A proposito di Fragments

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Bob Dylan scava due fosse e poi però ci ripensa "Ho resistito; ho lottato contro il dolore come contro una cancrena. Quando si saranno alleviate sempre più le schiavitù inutili, si saranno scongiurate le sventure non necessarie, resterà sempre, per tenere in esercizio le virtù eroiche dell'uomo, la lunga serie dei mali veri e propri: la morte, la vecchiaia, le malattie inguaribili, l'amore non corrisposto, l'amicizia respinta o tradita, la mediocrità d'una vita meno vasta dei nostri progetti e più opaca dei nostri sogni." Marguerite Yourcenar scrive questo nelle Memorie di Adriano. E io penso a Dylan quando leggo queste righe. Penso a lui che nel 1996 sta lì, tra Oxnard e Miami, a registrare canzoni che suonano come un testamento. Solo che poi non muore. Anzi. Chi tiene un fulmine in tasca non ha bisogno di vantarsi. Può permettersi di essere modesto perché sa quanto vale. Bob Dylan attribuisce questi valori a Perry Como, ma non è difficile comprendere che...

La svolta elettrica di Bob Dylan

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The Cutting Edge: la svolta elettrica di Bob Dylan (1965-1966) Senza nulla togliere a quello che è venuto dopo, è innegabile che per Bob Dylan il decennio d’oro sia quello compreso tra il 1962 e il 1971. Basta prendere tra le mani il cd o il vinile di More Bob Dylan Greatest Hits per rendersene conto. Entrando più nello specifico, quel decennio è stato caratterizzato da un flusso creativo senza precedenti, di cui The Cutting Edge rappresenta l’apogeo. The Bootleg Series Vol. 12: The Cutting Edge 1965-1966 è il dodicesimo volume (in realtà il decimo) dedicato al materiale d’archivio, di studio e dal vivo del catalogo dylaniano, pubblicato nel novembre 2015. Si tratta di una raccolta formidabile che per la prima volta riunisce i tre capolavori della cosiddetta svolta elettrica, comprendente gli album Bringing It All Back Home , Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde . La critica dylaniana oggi può essere suddivisa in tre macro-categorie. La prima include i decani come Greil Marcus...

The Bootleg Series: un Bob Dylan versione antologica

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Tra il 1985 e il 1994 Bob Dylan pubblica diverse raccolte retrospettive. Si tratta di antologie importanti come Biograph , The Bootleg Series Vol. 1–3 (Rare & Unreleased) e Greatest Hits Volume 3 . A queste bisogna poi aggiungere MTV Unplugged , disco composto per nove dodicesimi da composizioni risalenti agli anni Sessanta. Le pubblicazioni di materiale nuovo o inedito riguardano invece soprattutto cover e brani tradizionali, come dimostrano i due dischi quasi speculari Good as I Been to You e World Gone Wrong , usciti rispettivamente nel 1992 e nel 1993. Tuttavia la pubblicazione più importante del periodo è proprio la prima uscita di The Bootleg Series , un’operazione sensazionale, di grande importanza storica e capace di raggiungere l’eccellenza anche sul piano strettamente musicale, un risultato piuttosto raro quando si parla di materiale antologico inedito. Cinquantotto brani per un totale di circa 230 minuti che documentano ventotto anni di attività discografica. La ques...

Ballad in Plain D&D

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Bob Dylan e il sistema di Dungeons & Dragons Il Sistema degli Allineamenti  Questa classificazione, nota come Allineamento ( Alignment ), è uno dei pilastri fondamentali del gioco di ruolo più famoso al mondo: Dungeons & Dragons (D&D), nato nel 1974.  Originariamente serviva a definire il codice etico e morale di un personaggio (un cavaliere, un ladro, un mago) per prevedere come avrebbe reagito di fronte a una scelta: avrebbe aiutato un povero? Avrebbe tradito un compagno per denaro? Avrebbe rispettato la legge locale? La Struttura della Griglia La griglia si basa sull'incrocio di due assi indipendenti, creando una bussola morale a 9 posizioni: Asse Sociale (Legge vs Caos): Lawful (Legale) : Crede nell'ordine, nell'autorità, nella tradizione e nel seguire un codice rigoroso. Chaotic (Caotico) : Crede nella libertà individuale, nell'intuizione, nell'anarchia creativa e nel rifiuto delle restrizioni. Neutral (Neutrale) : Non ha una preferenza forte o ce...

Bob Dylan 1997-2006: il trittico del ritorno

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Tra Not Dark Yet , Sugar Baby e Nettie Moore si può leggere un percorso coerente che attraversa Time Out of Mind , Love and Theft e Modern Times . Tre brani che segnano l’evoluzione della scrittura di Bob Dylan tra fine Novecento e nuovo millennio. 1997-2006: Not Dark Yet, Sugar Baby e Nettie Moore Tra il 1997 e il 2006 Bob Dylan pubblica tre album — Time Out of Mind (1997), Love and Theft (2001) e Modern Times (2006) — spesso interpretati come una trilogia non dichiarata. Il filo che li lega non è solo cronologico, ma tematico: un percorso attraverso la consapevolezza della fine, la disillusione e la memoria storica, filtrato dalla voce segnata dall’età. I brani Not Dark Yet , Sugar Baby e Nettie Moore rappresentano tre tappe di questo itinerario, offrendo prospettive complementari su tempo, vita e perdita. Not Dark Yet apre il trittico con una riflessione sulla mortalità e sull’oscurità imminente. Il verso ricorrente “ It’s not dark yet, but it’s getting there ” sintetizza u...

Gospel, fuoco e redenzione: il furore di Bob Dylan

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Tra gospel, voce centrata e struttura compatta, Saved emerge oggi come un’opera potente, capace di unire spiritualità e coesione musicale in modo raro nella carriera di Dylan. Il gospel, lo zolfo e l'energia salvifica: Bob Dylan ai vertici della potenza vocale ed espressiva Nel febbraio del 1980, in un momento di intensa trasformazione personale e artistica, Bob Dylan registra quello che diventerà il suo ventesimo album in studio, Saved . Pubblicato in un clima critico già polarizzato dalla svolta religiosa dell’anno precedente, l’album si colloca al centro della cosiddetta trilogia evangelica e rappresenta uno dei punti più radicali dell’intera parabola dylaniana. Non è un’opera di transizione né un compromesso tra fasi stilistiche differenti, ma un gesto netto, un’affermazione compatta, una scelta di coerenza. L’obiettivo di questo saggio è duplice: restituire a Saved una lettura strutturale e musicale che ne evidenzi la coerenza interna, liberandolo dalle categorie ideologiche...