D’amori smemorati, di killer e di pistole
Together Through Life, uscito nel 2009, è il trentatreesimo album in studio di Bob Dylan. Arrivò a soli tre anni di distanza dal grande successo di Modern Times (2006), spiazzando molti fan. Nessuno si aspettava un nuovo disco così presto, e soprattutto non un lavoro così diverso nel tono e nell’approccio. La genesi è laterale: una richiesta del regista Olivier Dahan per una canzone destinata al film My Own Love Song , da cui nasce “Life Is Hard”. Da lì prende forma un lavoro scritto in gran parte con Robert Hunter, figura anomala nel mondo dylaniano, con cui il processo creativo appare più fluido, meno cerebrale. Non è un caso che Dylan abbia collaborato così intensamente con pochissimi autori nel corso della sua carriera. Qui il metodo sembra quello di due artigiani che si riconoscono e si lasciano spazio, senza forzature. Il suono è immediatamente riconoscibile: caldo, ruvido, volutamente imperfetto. C’è un’eco di vecchie etichette americane, non tanto per citazione diretta quanto ...