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Postcards from America

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L’autostrada della desolazione dylaniana Highway 61 Revisited esce il 30 agosto 1965 e rappresenta il punto di non ritorno nella parabola di Bob Dylan. Dopo l'esperimento ibrido di Bringing It All Back Home, Dylan abbandona definitivamente ogni compromesso con il folk acustico e si lancia nell'elettricità con la ferocia di chi sa di aver bruciato i ponti alle spalle. Il pubblico del Newport Folk Festival lo aveva fischiato a luglio per aver osato salire sul palco con una Fender Stratocaster, i puristi lo accusavano di tradimento. Ma Dylan non arretra. Anzi, raddoppia la posta. Registrato tra giugno e agosto del 1965 nei Columbia Studios di New York, l'album è un miracolo di urgenza e precisione. Mike Bloomfield alla chitarra, Al Kooper all'organo, Harvey Brooks al basso e Bobby Gregg alla batteria formano la spina dorsale di un sound che non cerca la perfezione ma l'impatto. Il produttore Bob Johnston guida le session lasciando che l'energia e la ruvidità restin...

Pat Garrett & Billy The Kid (1973)

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  SPECIALE  Pat Garrett & Billy The Kid  Una breve premessa storica Nel 1871 per tenere a freno i cow-boy che invadevano la città e usavano spesso la pistola, il sindaco di Abilene nel Kansas, assunse con l’incarico di sceriffo, un personaggio famoso: James Butler Hickok , conosciuto come Wild Billy. Hickok era un tipico gunfighter, cioè un uomo che si guadagnava da vivere sfruttando la propria abilità con la pistola e il suo coraggio personale. Gli storici distinguono il gunfighter che affronta gli avversari faccia a faccia in un leale show-down, dal gunman, ovvero l’assassino prezzolato che uccide sparando alle spalle. Furono gunfighter diversi sceriffi e fuorilegge di frontiera come Wyatt Earp, John Wesley Hardin e Billy the Kid. Il Kid, secondo la leggenda, aveva commesso 21 omicidi, uno per ogni anno di età. Tra i famosi gunman troviamo invece Pat Garrett, che come sceriffo uccise a tradimento proprio Billy the Kid, consegnando il suo nome alla storia e alla ...

A proposito di Side Tracks

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Side Tracks: la compilation che merita attenzione C’è una parte della discografia di Bob Dylan che sfugge agli occhi distratti del collezionista di grandi successi.  Side Tracks, compilation del 2013, rappresenta il vertice di questo mondo parallelo. Nato come semplice riempitivo di lusso per il cofanetto The Complete Album Collection Vol. One, ha avuto una vita autonoma fugace e quasi clandestina: un triplo vinile per il Record Store Day e poi il buio.  Per questo è diventato il segreto meglio custodito di tutta la sua opera. Pochi ne parlano, pochi lo considerano davvero. Eppure, per me, è uno dei dischi più rivelatori che Dylan abbia mai pubblicato. Non è una raccolta di avanzi. È un vero album, forse il più onesto “Another Side of Bob Dylan” mai uscito. Qui il cantautore si mostra senza filtri attraverso le canzoni che ha scartato, dimenticato o relegato ai margini: un laboratorio sotterraneo dove il genio appare ancora più inquieto, contraddittorio e libero. Il cuore del ...

Il sodalizio tra Bob Dylan and The Band

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Le collaborazioni tra Bob Dylan & The Band Il rapporto tra Bob Dylan e The Band non si lascia ridurre a una semplice collaborazione tra un solista e un gruppo di supporto. È piuttosto un lungo processo di osmosi artistica, sviluppatosi nell’arco di quasi un decennio e riaffiorato più volte anche negli anni successivi, in cui linguaggi, immaginari e posture espressive finiscono per contaminarsi a vicenda. Un sodalizio intermittente ma decisivo, che accompagna Dylan in alcuni dei momenti più delicati e strategici della sua carriera e che, allo stesso tempo, contribuisce in modo determinante alla definizione dell’identità di The Band.  L’inizio va collocato tra il 1965 e il 1966, quando il gruppo opera ancora sotto il nome di The Hawks ed è reduce da una lunga esperienza come band di accompagnamento di Ronnie Hawkins. Presero parte alle sessions newyorkesi di Blonde on Blonde, settimo lavoro in studio e primo doppio per il cantautore americano. Robbie Robertson, Levon Helm, Richar...

Cosa sta succedendo a Bob Dylan?

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Il lungo e rovente tour estivo di Bob Dylan nel Sud-Ovest americano e lungo la West Coast ha vissuto una quindicina di giorni insolitamente turbolenta, perdendo entrambi i chitarristi di lunga data della sua band e accogliendo, a loro volta, un prodigio del jazz e un veterano del blues di Chicago.  Nel frattempo, le scalette hanno ridotto il peso di Rough And Rowdy Ways , riportato alla luce un'oscura gemma dimenticata delle Basement Tapes e si sono concentrate in modo particolare su Oh Mercy , Time Out Of Mind e sul repertorio rock'n'roll degli anni Cinquanta tanto amato da Dylan. Bob ha inoltre trovato il tempo per offrire alcune riflessioni sull'invecchiamento al collega ottuagenario Donald Trump e per pubblicare racconti brevi e corrispondenze immaginarie tra figure storiche su Patreon, dove il suo crescente entusiasmo per l'espressione personale online continua ad assumere forme sempre più surreali. Lo sviluppo musicale più sorprendente è arrivato quando Dou...

A proposito di New Morning

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  Nel 1970 la produzione discografica di Bob Dylan vive una cruciale fase di transizione quando il cantautore americano, discostandosi dai toni epici, che ne avevano caratterizzato fin qui il percorso,  abbraccia un sound più intimo e rilassato. Gli album Self Portrait e New Morning, insieme all'uscita antologica di The Bootleg Series Vol. 10: Another Self Portrait, offrono uno spaccato di questo periodo di sperimentazione, ricerca e cambio di rotta. Si tratta di un punto di svolta determinante, in cui l'autore di Blowin' in the Wind rielabora il proprio linguaggio musicale e tematico, rispecchiando un' evoluzione personale che si rifletterà tramite il mutamento del panorama musicale dell'epoca. Il contesto musicale del momento L'uscita di Self Portrait aveva fatto scendere le azioni critiche di Dylan a un negativo stabile. New Morning venne accolto invece come un ritorno alla forma, facendolo rientrare tra le grazie della critica e del pubblico che era rimasto ...