A proposito di Shadow Kingdom
Shadow Kingdom (2021) È innegabile come la lunga e rilevante carriera di Bob Dylan possa essere analizzata in base a diverse fasi, epoche, bruschi balzi temporali in avanti, indietro e in orizzontale. C’è stato però durante questi dieci anni un momento cruciale, un crossroad, l’ennesimo, il quale pare essere sfuggito alla critica mainstream. Mi riferisco a quella fase inaugurata con “Love and Theft” album del ritorno del 2001, erroneamente considerato sequel del precedente Time Out Of Mind, dove il Nostro cambiò praticamente modus operandi. Da lì in poi realizzò tre dischi composti da inediti, l’ultimo dei quali risponde al nome di Tempest, del 2012. Successivamente iniziò la pubblicazione di quello che venne giustamente definito come il suo Great American Songbook. Tre volumi per cinque album, il primo dei quali si intitola appunto Shadows in the Night, disco concept composto da dieci tracce standard pop, portate al successo da Frank Sinatra, a cavallo tra gli anni qu...