lunedì 14 febbraio 2011

Bob Dylan Live at Grammy 2011



La scorsa notte, durante la cerimonia dei Grammy Awards 2011, tenutasi al Staples Center di Los Angeles, Bob Dylan si è unito alle band dei Mumford and Sons e degli Avett Brothers, per una corale e pungente Maggie's Farm. E' stato interessante sentire come entrambe le bands ricordassero certe sonorità stile The Band di Robertson, Helm e Rick Danko. Il famoso gruppo di accompagnamento di Dylan durante i tour del 1966 e del 1974.

His Bobness con voce cavernosa ringhia uno dei suoi cavalli da battaglia, scegliendo dal suo mazzo proprio quella Maggie's Farm che aveva segnato la sua svolta elettrica nel lontano 1965 con Bringing it all back home. Brano che era stato poi proposto live durante la mitica esibizione elettrica del festival di Newport.

Dylan che il 24 maggio prossimo compirà 70 anni, è da sempre sulla breccia e non ha mai disdegnato l'apporto di giovani musicisti alla sua musica. Non ultimo Jack White ha diviso il cartellone negli Usa durante il tour del 2007. e chissà magari a breve toccherà proprio agli Avett Brothers l'onore di dividere il cartellone col leggendario musicista del Minnesota.
Lo Staples Center ha poi visto sfilare artisti del calibro di Dr. Dre, Rihanna, Eminem, Katy Perry, Barbra Streisand, Mick Jagger e Lady Gaga.


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venerdì 11 febbraio 2011

Questione di Stile


Ognuno di noi ha un proprio stile, un modo di mostrare la propria personalità, di descrivere certe cose, di cantare o di suonare qualsiasi strumento musicale, di vestirsi in un determinato modo che più ci appaga. In base a stili diversi corrispondono persone diverse.

C'è chi veste "firmato" e se lo può permettere e chi, pur permettendoselo, si veste trasandato, quasi incurante della propria immagine. Queste sono scelte personali di stili di vita che spesso portano a giudicare subito una persona.
Così come spesso si sceglie di leggere un determinato libro perché ci piace lo stile con cui è stato scritto; come nel libro intitolato "Exercises de style" lo scrittore francese Raymond Queneau racconta per ben 99 volte la stessa storia ma con stili diversi.

Italo Calvino nel suo mirabolante Se una notte d’inverno un viaggiatore, scrisse uno dei più importanti libri sulla destrutturazione di un romanzo, adottando dieci differenti stili e facendoli convivere tutti in un plot straordinariamente univoco e pugnace.

Il mio desiderio è quello di raccogliere l’esempio dei miei predecessori e sintetizzare in una baraonda non priva di metodo una guida per riconoscere ed identificare lo stile

"Una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare: una rivoluzione è poesia, arte, amore, una rivoluzione è una donna che ti sconvolge le membra, una rivoluzione è una canzone che ti entra in testa e non ti molla.. Una rivoluzione è Dio che pippa cocaina e fa cadere la neve sulle nostre teste, una rivoluzione siamo noi, generazione di utenti che afferra con consapevolezza un messaggio: Pè Provocà" (Peppario)