Post

Il legame tra Ricky Nelson e Bob Dylan

Immagine
Nel grande romanzo del rock and roll, alcune delle storie più affascinanti si nascondono nelle pieghe dell’ammirazione reciproca. Una delle più sincere e inaspettate è quella che lega Bob Dylan e Ricky Nelson. A prima vista, i due non avrebbero potuto essere più diversi: Dylan era il profeta del folk impegnato, emerso dai fumosi club del Greenwich Village; Nelson era il "ragazzo della porta accanto", il principe dei teenager americani cresciuto sotto i riflettori della televisione degli anni Cinquanta. Eppure, oltre le etichette dell’industria discografica, batteva lo stesso cuore artistico. Dylan non ha mai fatto mistero della sua venerazione per Nelson. Nella sua autobiografia Chronicles , ha descritto la voce di Rick come qualcosa di calmo, costante e misterioso, capace di rimanere imperturbabile nel mezzo di qualsiasi tempesta musicale. Per Dylan, Nelson non era un semplice idolo per ragazzine, ma un interprete straordinario con un senso innato del ritmo rockabilly. C’era...

The Basement Tapes (1975)

Immagine
  The Basement Tapes and The Bootleg Series Vol. 11   "L'idea era di registrare dei demo per altri artisti. Non sono mai stati concepiti per essere pubblicati, per diventare un disco, per essere presentati al pubblico." Fortunatamente Robbie Robertson ci conferma ciò che appare evidente dopo l'ascolto di questo doppio disco pubblicato per la prima volta il 26 giugno 1975. Otto dei 24 brani sono eseguiti da The Band , senza Dylan, ma bisogna tenere un altro numero ben più imponente e voluminoso, per questa raccolta che conta 139 tracce complessive. Le registrazioni risalgono però al periodo che va da giugno 1967 al 1968. Successivamente verranno eseguite delle sovraincisioni durante il 1975. La gestazione di questo disco non è quindi molto omogeneo, così come la scaletta. Le composizioni sono di Dylan, Robbie Robertson, Richard Manuel e Rick Danko , alcune delle quali scritte in collaborazione a quattro mani. Il materiale include almeno 4-5 brani che entreranno d...

Chimes of Freedom: comizi musicali springsteeniani

Immagine
I comizi musicali di Bruce Springsteen: da Bob Dylan a Pier Paolo Pasolini C'è un paradosso affascinante nella storia della musica contemporanea: a volte una canzone sembra scegliere il proprio custode ideale per ciascuna fase della propria vita. È il caso di Chimes of Freedom. Scritta da Bob Dylan all'inizio del 1964, nel momento di massimo splendore e già alla vigilia della rottura con la sua fase di protesta esplicita, la canzone è stata progressivamente abbandonata dal suo autore, che l'ha eseguita per l'ultima volta nel 2012. Oggi quel brano epico non appartiene più al teatro dell'assurdo e al perenne mutamento del Never Ending Tour di Dylan. Ha trovato una nuova, potente dimora negli stadi di Bruce Springsteen. Per Dylan, Chimes of Freedom rappresentava il superamento della cronaca politica in favore di una poesia universale. I fulmini del temporale non colpivano i palazzi del potere, ma suonavano per gli emarginati, i profughi, i dimenticati: «for the countle...

A proposito di Planet Waves

Immagine
  Planet Waves (1974)   “Così canta la tua glorificazione del progresso e della macchina del giudizio. La verità nuda è ancora proibita dovunque possa essere vista.” Discutere e analizzare in termini retrospettivi alcuni dischi di Bob Dylan è una buona occasione per mettere meglio a fuoco la sua produzione in studio. Specialmente quando si tratta di commentare un album frainteso come Planet Waves del 1974. I più anziani di voi certamente ricorderanno la pessima abitudine di metà anni novanta di descrivere un artista e un prodotto artistico come "commerciale". Probabilmente questo termine prese piede per via del genere di musica dance, conosciuto nel nostro Paese proprio con il nome di Commerciale . Ecco, questo album all'epoca della sua uscita venne bollato come "il disco commerciale di Bob Dylan " , mentre avrebbe potuto essere uno dei suoi grandi ritorni. In effetti ci sono molte novità e qualche sguardo al passato. Le due novità più rilevanti sono il fat...

Il sodalizio tra Bob Dylan and The Band

Immagine
Le collaborazioni tra Bob Dylan & The Band Il rapporto tra Bob Dylan e The Band non si lascia ridurre a una semplice collaborazione tra un solista e un gruppo di supporto. È piuttosto un lungo processo di osmosi artistica, sviluppatosi nell’arco di quasi un decennio e riaffiorato più volte anche negli anni successivi, in cui linguaggi, immaginari e posture espressive finiscono per contaminarsi a vicenda. Un sodalizio intermittente ma decisivo, che accompagna Dylan in alcuni dei momenti più delicati e strategici della sua carriera e che, allo stesso tempo, contribuisce in modo determinante alla definizione dell’identità di The Band.  L’inizio va collocato tra il 1965 e il 1966, quando il gruppo opera ancora sotto il nome di The Hawks ed è reduce da una lunga esperienza come band di accompagnamento di Ronnie Hawkins. Presero parte alle sessions newyorkesi di Blonde on Blonde, settimo lavoro in studio e primo doppio per il cantautore americano. Robbie Robertson, Levon Helm, Richar...

Intervista a Tony Garnier

Immagine
Intervista a Tony Garnier, bassista per Bob Dylan da oltre trent'anni “Le canzoni sono diverse ogni sera perché lui non le canta mai nello stesso modo. Non conosco nessuno che conosca tante canzoni quante Bob Dylan ”  Trentotto bassisti sono apparsi negli album di Bob Dylan prima che Tony Garnier entrasse a farne parte. Nei trentasette anni successivi, nessun altro lo ha fatto. Con una carriera al fianco di artisti come Bob Dylan , Dr. John , Chuck Berry e Tom Waits , Tony Garnier è un vero e proprio libro vivente della storia del basso. Tony Garnier distribuisce linee di basso per successi in classifica fin dal suo periodo nei primi anni ’70 con Asleep at the Wheel . In particolare, è diventato un attento interprete delle canzoni per Bob Dylan. Infatti, 38 bassisti sono apparsi negli album di Dylan prima che lui entrasse nel gruppo; nei 37 anni successivi, nessun altro lo ha fatto.  Oltre a diversi album con Dylan, Garnier ha registrato con Marshall Crenshaw e Tom Waits ,...

D’amori smemorati, di killer e di pistole

Immagine
Together Through Life, uscito nel 2009, è il trentatreesimo album in studio di Bob Dylan. Arrivò a soli tre anni di distanza dal grande successo di Modern Times (2006), spiazzando molti fan. Nessuno si aspettava un nuovo disco così presto, e soprattutto non un lavoro così diverso nel tono e nell’approccio. La genesi è laterale: una richiesta del regista Olivier Dahan per una canzone destinata al film My Own Love Song , da cui nasce “Life Is Hard”. Da lì prende forma un lavoro scritto in gran parte con Robert Hunter, figura anomala nel mondo dylaniano, con cui il processo creativo appare più fluido, meno cerebrale. Non è un caso che Dylan abbia collaborato così intensamente con pochissimi autori nel corso della sua carriera. Qui il metodo sembra quello di due artigiani che si riconoscono e si lasciano spazio, senza forzature. Il suono è immediatamente riconoscibile: caldo, ruvido, volutamente imperfetto. C’è un’eco di vecchie etichette americane, non tanto per citazione diretta quanto ...

Nashville Skyline (1969)

Immagine
Nashville Skyline (1969)   Greetings from Nashville, Tennessee! Nella sua lunga produzione discografica, Bob Dylan ha prodotto 39 album in studio, molti dei quali non sono certo dei capolavori.  Nashville Skyline non rientra tra questi, eppure è uno dei suoi lavori più divertenti, leggeri e frizzanti. La produzione vira in modo evidente verso il country, quel tipo di musica che oggi viene giustamente chiamata Americana. È un lavoro che ricevette una buonissima accoglienza da parte del pubblico, arrivando al primo posto nel Regno Unito e al terzo in Usa. Siamo certi che forse nel corso del tempo, sia stato amato e apprezzato anche in Italia, visto che è citato da autori come De Gregori e Baglioni e se pochi brani furono considerati tra le sue composizioni più memorabili, bisogna considerare il successo da classifica ottenuto dal singolo Lay Lady Lay . Questo brano era stato scritto in origini per la colonna sonora del film Midnight Cowboy con Dustin Hoffman e Jon Voight ...

Il video mai pubblicato di Bob Dylan per il Nobel

Immagine
Dylan, il Nobel e la performance inedita: il racconto di John Hillcoat Nel corso degli anni 2010, il regista John Hillcoat ha intrapreso una serie di collaborazioni con Dylan che, pur nella loro discontinuità, restituiscono un ritratto estremamente coerente dell’artista: schivo, imprevedibile, radicalmente contrario alle convenzioni dello spettacolo. Il primo progetto condiviso fu il videoclip di “Visions of Johanna”, concepito per accompagnare l’uscita della Bootleg Series del 2015. In quella fase, i due non si erano ancora incontrati di persona: la comunicazione avveniva attraverso il manager Jeff Rosen , ma Dylan interveniva comunque con osservazioni precise, orientando il lavoro verso una dimensione più allusiva che esplicita. Hillcoat, che proveniva da un percorso legato ai videoclip e aveva già collaborato con artisti come Nick Cave e Johnny Cash , sviluppò per “Visions of Johanna” un impianto visivo stratificato, costruito su materiali d’archivio e nuove riprese. Il tema del...

Se Dylan fosse stato nero sarebbe stato meglio per lui!

Immagine
Nel luglio 2025, Saheim Patrick ha pubblicato un pezzo provocatorio dal titolo inequivocabile: "If Bob Dylan Was A Black Man He'd Be Working At McDonald's". L'articolo utilizza Dylan come esempio paradigmatico di una "white mediocrity" premiata dal sistema, sostenendo che un artista nero con le stesse caratteristiche vocali non avrebbe mai avuto successo. La tesi centrale è chiara: "The nigga can't sing", e questo sarebbe bastato a condannarlo a una carriera nei fast food se fosse nato con la pelle nera. La provocazione coglie un problema reale - il doppio standard razziale nell'industria musicale è innegabile e documentato - ma sceglie l'esempio completamente sbagliato per sostenerlo. Anzi, paradossalmente, dimostra esattamente il contrario di ciò che intende provare. Un falso storico che si perpetua (nel tempo) L'argomentazione di Patrick si basa su una premessa errata: Bob Dylan sarebbe un artista "mediocre" la cui...