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I chitarristi più importanti di Bob Dylan

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I chitarristi più importanti che hanno collaborato con Bob Dylan tra il 1962 e il 1989, dagli esordi acustici fino alle produzioni con Daniel Lanois e i tour con i Grateful Dead. Da Bruce Langhorne a Mark Knopfler, da Mick Taylor a Mike Campbell, ecco a voi il viaggio tra nomi leggendari, dischi fondamentali e l’evoluzione del suono di una carriera never ending. Introduzione . Affrontare il tema dei chitarristi più importanti di Bob Dylan dagli esordi fino al 1989 significa entrare nel cuore operativo della sua musica, osservandone l’evoluzione non attraverso le categorie critiche o le narrazioni mitologiche che spesso accompagnano la sua figura, ma attraverso il lavoro concreto svolto da musicisti specifici in momenti altrettanto specifici della sua carriera. Dylan non è mai stato un chitarrista “virtuoso” nel senso tradizionale del termine, né ha mai concepito la chitarra come uno strumento esibito o centrale sul piano tecnico. Proprio per questo, la presenza di chitarristi esterni a...

The Times They Are A-Changin'

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Sono passati oltre sessant'anni dall'uscita del disco capolavoro in questione  e il cantautore nordamericano resta una figura irriducibile al proprio tempo: un autore che ha attraversato epoche, linguaggi e maschere senza mai farsi contenere da una sola definizione. Prima che le parole si facciano slogan e che le canzoni vengano caricate di ruoli che spesso non hanno chiesto, conviene fermarsi un istante e osservare Bob Dylan nel punto esatto in cui si trova all’inizio degli anni Sessanta. Non è ancora il simbolo, non è il premio Nobel, non è nemmeno l’artista proteiforme che cambierà pelle a ogni stagione. È un ragazzo con una chitarra, una voce ruvida e una voracità culturale fuori scala, che assorbe tradizione, cronaca, Bibbia, folk e letteratura popolare senza distinguere troppo tra alto e basso. In quel breve arco di tempo che separa l’esordio discografico dall’affermazione pubblica, Dylan si muove dentro un’America attraversata da tensioni irrisolte, dove la musica popola...

Bob Dylan: Back to Black Roots

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Dagli esordi tra blues e gospel alle sperimentazioni caraibiche di Desire e Infidels , fino ai tributi contemporanei come Highway Of Diamonds , Dylan rimane un ponte cosmopolita tra tradizione afroamericana e innovazione musicale globale. Premessa . Il rapporto tra Bob Dylan, la black music e il reggae non è una deviazione laterale nella sua carriera, né un’appendice esotica da collocare a margine del suo canzoniere. È, al contrario, una delle chiavi più profonde per comprendere la sua idea di musica come tradizione in movimento, come linguaggio collettivo che attraversa epoche, razze, geografie e stili senza mai fissarsi definitivamente in una forma. Dylan è stato spesso raccontato come il cantore bianco della protesta, il poeta elettrico del folk urbano, l’autore che ha tradito e reinventato se stesso infinite volte. Ma sotto queste etichette c’è un dato più strutturale: Dylan nasce musicalmente dentro un mondo afroamericano e continua a dialogare con esso per tutta la vita, anche ...

The Byrds: la tribute band come avant-garde

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Tra folk, Dylan, Beatles e cultura pop, la storia di un gruppo che non ha fondato un genere ma un metodo. I Byrds come laboratorio di traduzione musicale, mediazione culturale e modernità americana, spesso sottovalutata dalla critica rock tradizionale. Introduzione . Quando The Byrds emergono sulla scena americana a metà degli anni Sessanta, il rock è già entrato nella sua fase adolescenziale: ha smesso di essere puro intrattenimento giovanile, ma non ha ancora trovato una forma stabile di maturità espressiva. È un momento di passaggio, attraversato da tensioni culturali, politiche e generazionali che chiedono alla musica di farsi veicolo di senso, di racconto e persino di visione. In questo spazio instabile, tra folk revival e British Invasion, The Byrds compiono un’operazione senza precedenti: trasformano la canzone d’autore in linguaggio popolare elettrico, traducendo un repertorio complesso e letterario in una forma immediatamente condivisibile. Non sono semplicemente una band ...

I migliori dischi dal vivo di Bob Dylan

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Un viaggio tra i concerti che hanno segnato la carriera e la storia della musica: dagli esordi acustici al leggendario Manchester ’66, dalla Rolling Thunder Revue a Before the Flood , fino ai tesori nascosti della Bootleg Series, una guida imprescindibile al Dylan live. La discografia dal vivo di Bob Dylan non è un semplice corollario a quella in studio, ma un vero e proprio archivio parallelo, spesso più rivelatore delle trasformazioni dell’artista rispetto ai dischi ufficiali. Dai primi anni Sessanta fino all’età matura, il palco è stato per Dylan un laboratorio permanente, un luogo di riscrittura continua, di scontro con il pubblico, di reinvenzione radicale del proprio repertorio. In questo senso, album come Live at The Gaslight 1962 assumono un valore fondativo: non solo il primo documento live ufficiale della sua carriera, ma anche la fotografia di un giovane autore ancora immerso nella tradizione folk, prima che la frattura elettrica ridefinisse per sempre il linguaggio della m...