Metamorfosi Dylanesque
La tela di Penelope: le metamorfosi di Bob Dylan (1975-1985) Esiste in Bob Dylan una natura intrinsecamente duale, un’inquietudine gemellare che lo condanna e lo salva al tempo stesso. Come Penelope con la sua tela, Dylan tesse visioni poetiche e sonore per poi disfarle ogni notte, alterando testi nei concerti, stravolgendo arrangiamenti e fuggendo da ogni definizione che minacci di imprigionarlo. Il decennio compreso tra il gennaio 1975 e la primavera 1985 rappresenta forse l’esempio più fulgido di questo eterno ritorno: dieci anni in cui l’artista attraversa quattro profonde metamorfosi – musicali, testuali, tecnologiche e spirituali – ridefinendo ogni volta il concetto stesso di registrazione. 1. L’epopea del flusso di coscienza e della comune teatrale (1975-1976) La prima grande fase unisce due capolavori complementari: Blood on the Tracks e Desire. Il secondo non è che l’espansione naturale del primo: dal dolore privato alla catarsi collettiva. Ferito dalla crisi matrimoniale...