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Metamorfosi Dylanesque

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La tela di Penelope: le metamorfosi di Bob Dylan (1975-1985) Esiste in Bob Dylan una natura intrinsecamente duale, un’inquietudine gemellare che lo condanna e lo salva al tempo stesso. Come Penelope con la sua tela, Dylan tesse visioni poetiche e sonore per poi disfarle ogni notte, alterando testi nei concerti, stravolgendo arrangiamenti e fuggendo da ogni definizione che minacci di imprigionarlo.  Il decennio compreso tra il gennaio 1975 e la primavera 1985 rappresenta forse l’esempio più fulgido di questo eterno ritorno: dieci anni in cui l’artista attraversa quattro profonde metamorfosi – musicali, testuali, tecnologiche e spirituali – ridefinendo ogni volta il concetto stesso di registrazione. 1. L’epopea del flusso di coscienza e della comune teatrale (1975-1976) La prima grande fase unisce due capolavori complementari: Blood on the Tracks e Desire. Il secondo non è che l’espansione naturale del primo: dal dolore privato alla catarsi collettiva. Ferito dalla crisi matrimoniale...

Gospel, fuoco e redenzione: il furore di Bob Dylan

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Tra gospel, voce centrata e struttura compatta, Saved emerge oggi come un’opera potente, capace di unire spiritualità e coesione musicale in modo raro nella carriera di Dylan. Il gospel, lo zolfo e l'energia salvifica: Bob Dylan ai vertici della potenza vocale ed espressiva Nel febbraio del 1980, in un momento di intensa trasformazione personale e artistica, Bob Dylan registra quello che diventerà il suo ventesimo album in studio, Saved . Pubblicato in un clima critico già polarizzato dalla svolta religiosa dell’anno precedente, l’album si colloca al centro della cosiddetta trilogia evangelica e rappresenta uno dei punti più radicali dell’intera parabola dylaniana. Non è un’opera di transizione né un compromesso tra fasi stilistiche differenti, ma un gesto netto, un’affermazione compatta, una scelta di coerenza. L’obiettivo di questo saggio è duplice: restituire a Saved una lettura strutturale e musicale che ne evidenzi la coerenza interna, liberandolo dalle categorie ideologiche...

Bob Dylan e la conversione cristiana

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Analisi della conversione evangelica di Bob Dylan tra il 1979 e il 1981, dai dischi Slow Train Coming e Saved fino a Shot of Love. Critica verso la stampa musicale dell’epoca, colpevole di aver strumentalizzato una breve fase artistica trascurando contesto storico, culturale e creativo, creando una vera gogna mediatica. La conversione come scandalo perfetto Quando Bob Dylan annuncia, tra il 1978 e il 1979, la propria conversione al cristianesimo evangelico, la reazione di una parte consistente della critica musicale occidentale è meno analitica che emotiva, meno storica che ideologica. Il problema non è tanto la fede in sé, quanto il fatto che Dylan, ancora una volta, abbia disatteso le aspettative. La cosiddetta conversion to evangelical Christianity diventa immediatamente uno scandalo narrativo, un pretesto perfetto per rimettere in discussione la sua integrità artistica, come se un percorso spirituale, per quanto radicale e verbalmente esplicito, costituisse di per sé un tradimento...

Analizzando la trilogia cristiana di Bob Dylan

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Bob Dylan Gospel Years: i semi di una svolta spirituale Quando si affronta la cosiddetta “trilogia religiosa” di Bob Dylan, ossia Slow Train Coming (1979), Saved (1980) e Shot of Love (1981), è impossibile comprenderne la portata senza riconoscere ciò che l’ha preceduta. Molti commentatori liquidano quel triennio come un’improvvisa conversione, un episodio isolato nella discografia del cantautore, ma la verità è più sfumata e, per certi versi, più intrigante. Gli indizi, i tremolii di inquietudine e le prime incrinature spirituali erano già percepibili in Street-Legal , il disco del 1978 che, pur non appartenendo formalmente alla fase cristiana, ne costituisce un fondamentale antefatto emotivo. In Street-Legal Dylan appare logorato, teso, quasi sfiancato da una vita privata in frantumi e da un rapporto con la fama che non trova più un equilibrio. La sua voce, graffiata e insieme grandiosa, si adagia su arrangiamenti pieni, su una produzione talvolta caotica ma mai priva di intens...

Saved (1980)

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Secondo capitolo gospel di Bob Dylan   Nessuno può salvare Dylan da sé stesso, nemmeno Dylan stesso. Il problema è che il cantautore americano non ha nessuna intenzione di fare sconti a nessuno, quando entra in studio per registrare il suo ventesimo disco. SAVED è per molti versi il sequel di Slow Train Coming che lo aveva preceduto meno di un anno prima. Eppure nonostante la produzione di Barry Beckett e Jerry Wexler e le registrazioni realizzate nuovamente al Muscle Shoals Sound Studio, le differenze sono nette fin dalla prima traccia. Al disco collaborano Tim Drummond, Jim Keltner e Fred Tackett, motivo per cui il disco ha gran bel tiro, che gli permette di esplorare, se possibile in maniera più radicale e profonda, l'ossessione dylaniana per il gospel. Nella migliore delle ipotesi si tratta di un solido e nervoso blues rock, con alcuni degli episodi musicalmente più vibranti di tutto il repertorio. Il problema, se si problema si può parlare, è derivato da una certa allegori...

Gli anni ottanta secondo Bob Dylan

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  Il decennio buio della produzione discografica dylaniana (1980-1990) Tra il 1980 e il 1990 Bob Dylan pubblica 8 nuovi album contenenti nuovo materiale autografo, qualche cover e alcuni brani scritti in collaborazione con altri artisti e autori. Di questi otto dischi possiamo affermare, in maniera obiettiva e speriamo oggettiva che almeno tre sono ottimi album, due dei quali rasentano addirittura lo status di capolavori, almeno secondo il canone del suo autore. Ora, fatta esclusione per Infidels, Oh Mercy e Shot of Love, resterebbe da dire dei rimanenti cinque dischi. Tra questi, forse il solo Empire Burlesque è da considerare un lavoro abbastanza riuscito, seppur non completamente, visto anche l'impegno e la qualità del materiale ivi contenuto.  I restanti quattro album sono uno dei punti più bassi della produzione dylaniana.  L'intento di questo breve post è fare nuova luce, a distanza di trenta/quarant'anni sui seguenti dischi: Saved, Knocked Out Loaded, Down in the G...