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Visualizzazione dei post da 2023

Il 2023 è stato un anno decisamente dylaniano

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  Il 2023 dylaniano è stato un anno ricco di eventi e uscite. Si è aperto con la pubblicazione del diciassettesimo volume del Bootleg Series, Fragments, dedicato esclusivamente al periodo del capolavoro Time Out of Mind. Due versioni disponibili, tra cui quella standard a due dischi e quella deluxe composta da cinque lp. Secondo fonti non ufficiali questa potrebbe essere stata l’ultima pubblicazione della serie Bootleg Series, che era partita nel marzo 1991 con la pubblicazione dei primi tre volumi. Ad aprile è ripartito il World Wide Tour, che questa volta toccherà anche mete che Dylan aveva trascurato negli ultimi tempi, tra cui l’Italia con cinque date. Non si esibiva nel nostro Paese dall’aprile 2018, quindi in epoca pre-Covid. La band con cui suona in Italia nel 2023 è piuttosto diversa rispetto a quella di cinque anni prima. A giugno viene pubblicato il nuovo disco in studio. Si tratta della colonna sonora di Shadow Kingdom. Viene svelata l’identità dei musicisti che hann...

Christmas in the Heart (2009)

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Avete mai sentito dire che il tempismo è tutto nella vita? Oppure che l’uomo saggio aspetta il momento giusto, mentre il pazzo lo anticipa e l’imbecille lo lascia passare? Già, il tempo, uno dei topos dylaniani per eccellenza, se vogliamo.  Le feste danno il senso del tempo che passa. Basterebbe solo questo per fornire la motivazione sufficiente a spiegare il progetto Christmas in the Heart. Per le grandi star le uscite natalizie sono una tradizione fin dagli albori dell’industria discografica. Ora è bene specificare come alcuni degli eroi di gioventù di Dylan, fecero album natalizi. Ci sono esempi importanti che hanno contribuito a consolidare la carriera artistica di alcuni cantanti, e non ci stiamo riferendo ai classici cantanti etichettati come artisti natalizi, che oggi purtroppo sono diventati un problema sonoro durante il periodo che anticipa la natività del Cristo. In questo caso però parliamo di un disco di tradizione cristiana, realizzato da un artista ebreo come Bob Dyla...

Il 2023 di Bob Dylan in pillole

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Il 2023 di Bob Dylan in pillole   Gennaio Il 27 gennaio viene pubblicato The Bootleg Series Vol. 17: Fragments – Time Out of Mind Sessions (1996–1997) è il titolo del diciassettesimo album discografico di Bob Dylan appartenente alla serie Bootleg Series, pubblicato nel 2023 dalla Legacy Records. La compilation include una versione remixata dell'album Time Out of Mind, outtake, versioni alternative e dal vivo di vari brani dell'epoca. Il disco è stato pubblicato in una versione standard su due CD e in versione estesa come cofanetto box set da 5 dischi. Febbraio Prosegue la mostra “Retrospectrum” al MAXXI di Roma, dedicata alle opere di Bob Dylan. Per l’occasione viene pubblicato anche il catalogo, col titolo omonimo della mostra. Aprile Il 6 aprile, con la data di Osaka, Bob Dylan torna in tour. Questa volta tornerà anche in Europa e suonerà per cinque serate in Italia, a Luglio, con due date a Milano, una a Lucca, Perugia e Roma. Giugno Viene pubblicato in versi...

Bob Dylan Trouble No More (1979-1981)

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  The Bootleg Series 13: Trouble No More (1979-1981)   Pubblicato il 3 novembre 2017, The Bootleg Series Vol. 13: Trouble No More 1979-1981 chiude, in termini cronologici il decennio anni Settanta per quanto riguarda Bob Dylan live. Si tratta del cosiddetto periodo Gospel, durante il quale il cantautore ha realizzato tre dischi all’epoca piuttosto contestati; parliamo di Slow Train Coming, Saved e Shot of Love, pubblicati tra il 1979 e il 1981. Ascoltati oggi questi lavori possono essere rivalutati, sia a livello musicale e sonoro, sia per i contenuti, all’epoca considerati estremi e tipici di un certo fanatismo religioso. Sicuramente il secondo capitolo della serie, Saved, è quello maggiormente incentrato sul Nuovo Testamento, motivo per cui allo zoccolo duro dei fan, il disco potrebbe risultato indigesto. Musicalmente invece il discorso è piuttosto differente, sia per la qualità delle canzoni, sia per come sono state affrontate e realizzate le registrazioni in studio. Qu...

Bob Dylan at Budokan

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  Bob Dylan at Budokan (1978) Mentre vi scrivo ho appena terminato la full immersion in questa nuova uscita di Bob Dylan. Mi riferisco a The Complete Budokan 1978 (Live). Quattro ore e 29 minuti di canzoni eseguite alla Nippon Budokan Hall, le sere del 28 febbraio e del primo marzo 1978, 45 anni fa. David Mansfield e Rob Stoner sono gli unici "superstiti" del leggendario tour 1975-1976 chiamato Rolling Thunder Revue. Ci sono per questa occasione coriste come Helena Springs, tastiere e addirittura un sax tenore suonato da un grande session man come Steve Douglas. È il Dylan che sta per mandare alle stampe un nuovo album che risponde al nome di Street-Legal, ma cosa più eclatante è un artista fresco di separazione con la propria compagna e madre dei suoi figli. Questo aspetto, unito alla perdita di un mito di gioventù come Elvis Presley crea un corto circuito nel modo di concepire le canzoni e quindi la performance dylaniana. Un altro aspetto significativo è che Dylan per l...

Bob Dylan Fragments (2023)

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Bob Dylan Fragments (2023) "Ho resistito; ho lottato contro il dolore come contro una cancrena. Quando si saranno alleviate sempre più le schiavitù inutili, si saranno scongiurate le sventure non necessarie, resterà sempre, per tenere in esercizio le virtù eroiche dell'uomo, la lunga serie dei mali veri e propri: la morte, la vecchiaia, le malattie inguaribili, l'amore non corrisposto, l'amicizia respinta o tradita, la mediocrità d'una vita meno vasta dei nostri progetti e più opaca dei nostri sogni: tutte le sciagure provocate dalla natura divina delle cose." ( Memorie di Adriano )  In "Fragments" l'unica cosa sbagliata è proprio il titolo del nuovo Bootleg Series. Fossi stato al posto di His Bobness, cosa a cui non ambisco nella maniera più assoluta, lo avrei chiamato "Back to the Light", prendendo in prestito il titolo del disco solista di Brian May del 1992. Il motivo è semplice, in questo lavoro Dylan scava una fossa, anzi due. Una...

Bob Johnston, Nashville e la produzione dylaniana

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Bob Johnston, Nashville e la produzione dylaniana (1965-1970) Quanti di noi saprebbero davvero indicare il ruolo di un produttore musicale? Oggi conosciamo i nomi di artisti come Daniel Lanois, Brian Eno, Tony Visconti, Rick Rubin e T Bone Burnett, produttori che in molti casi sono a loro volta musicisti prestati e passati dietro la console, che mettono le loro conoscenze a servizio delle case discografiche e di star del firmamento della musica. Eppure c’è stato un tempo in cui il produttore musicale aveva un ruolo diverso, di stampo più gestionale e manageriale. Prendiamo il caso di Bob Johnston, che durante gli anni Sessanta legò il proprio nome a un’importante e prestigiosa etichetta come Columbia Records. Il produttore texano, nato a Hillsboro nel 1932 prima di diventare uno degli uomini di punta di John Hammond, si era fatto strada nel mondo della musica scrivendo canzoni e collaborando con Elvis Presley e Joy Byers. Tuttavia il suo nome è legato in maniera indissolubile ad artist...