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Visualizzazione dei post da gennaio, 2025

Pat Garrett & Billy The Kid (1973)

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     Commento critico a "Pat Garrett & Billy The Kid"  Una breve premessa storica Nel 1871 per tenere a freno i cow-boy che invadevano la città e usavano spesso la pistola, il sindaco di Abilene nel Kansas, assunse con l’incarico di sceriffo, un personaggio famoso: James Butler Hickok , conosciuto come Wild Billy. Hickok era un tipico gunfighter, cioè un uomo che si guadagnava da vivere sfruttando la propria abilità con la pistola e il suo coraggio personale. Gli storici distinguono il gunfighter che affronta gli avversari faccia a faccia in un leale show-down, dal gunman, ovvero l’assassino prezzolato che uccide sparando alle spalle. Furono gunfighter diversi sceriffi e fuorilegge di frontiera come Wyatt Earp, John Wesley Hardin e Billy the Kid. Il Kid, secondo la leggenda, aveva commesso 21 omicidi, uno per ogni anno di età. Tra i famosi gunman troviamo invece Pat Garrett, che come sceriffo uccise a tradimento proprio Billy the Kid, consegnando il suo nome ...

Impressioni su Rolling Thunder Revue - A Bob Dylan Story by Martin Scorsese

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Semplicemente magnifico! Assolutamente eccezionale! Ehi, amico, non dirmi che ancora vai dietro alle cazzate che spara Bob Dylan?!? Con tutto quello che sta succedendo nel mondo... Fake news, gay news, rumors, social network, crash network, spare network... E perché no? Il mondo continua a girare sempre nella stessa dimensione, mi sembra... A te sembrano troppe cose, ma ci sono davvero tanti problemi da risolvere e frasi che vanno decifrate, sedimentate. Del resto non serve un influencer per capire da che parte tira il vento, oggi! E la risposta soffia su Instagram...  Non servono parole e non bastano immagini per descrivere quel sapore, quella fumosa consapevolezza, quello squallido disfacimento, vitale, pulsante e inconsistente che sono stati gli anni settanta e continuano ancora a rappresentare, per l’immaginario popolare, per il cinema e per la musica statunitense, di un America ancora giovane e forte, ma al contempo stordita dalle droghe, dal clamore...

Andammo a vedere il Drugo, The Big Lebowski e New Morning

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- Eh, dimmi, come ti vanno le cose?  - Qualche strike e qualche palla pesa. - Come ti capisco! - Ah. Grazie, Gary. Beh tu stammi bene. Torno alla partita. - Certo. Prendila come viene. - Sì. sì.  - So che lo farai. - Sicuro, Drugo sa aspettare. Secondo un modo di pensare convenzionale, è più semplice scrivere di argomenti che ci appartengono e che ci stanno maggiormente a cuore. Personalmente ritengo sia un luogo comune da sfatare. New Morning di Bob Dylan è uno dei motivi per cui mi sono avvicinato a questo autore. Era il 1998 e al cinema usciva il film dei fratelli Coen , Il grande Lebowski . Io avevo diciannove anni e mi trovato a Roma quando la pellicola venne distribuita in Italia. Purtroppo tra le città dove il film uscì non c'era Cosenza , quindi dovetti aspettare che venisse riproposto per una rassegna di cinema d'essai in seconda visione. Ero già un discreto appassionato di film e tra i miei preferiti c'erano proprio i Coen assieme a Kubrick, Scorsese, Lynch, Pol...

A proposito di Shadow Kingdom (2021)

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  Shadow Kingdom (2021)   È innegabile come la lunga e rilevante carriera di Bob Dylan possa essere analizzata in base a diverse fasi, epoche, bruschi balzi temporali in avanti, indietro e in orizzontale. C’è stato però durante questi dieci anni un momento cruciale, un crossroad, l’ennesimo, il quale pare essere sfuggito alla critica mainstream. Mi riferisco a quella fase inaugurata con “Love and Theft” album del ritorno del 2001, erroneamente considerato sequel del precedente Time Out Of Mind, dove il Nostro cambiò praticamente modus operandi. Da lì in poi realizzò tre dischi composti da inediti, l’ultimo dei quali risponde al nome di Tempest, del 2012. Successivamente iniziò la pubblicazione di quello che venne giustamente definito come il suo Great American Songbook. Tre volumi per cinque album, il primo dei quali si intitola appunto Shadows in the Night, disco concept composto da dieci tracce standard pop, portate al successo da Frank Sinatra, a cavallo tra gli anni qu...

Io, Bob Dylan e il cinema come veicolo della miseria umana

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  Io, Bob Dylan e il cinema come veicolo della miseria umana   <<Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi.>> Parto da questa citazione di Arthur Rimbaud, perché trovo giusto irretire il lettore e persuaderlo del fatto che questo possa essere davvero un buon articolo da leggere! Nel corso degli anni, crescendo ho sviluppato una passione viscerale nei confronti di alcuni autori, indifferentemente legati al mondo dell'arte, della letteratura, del cinema e della musica popolare. Oggi, 42 anni compiuti, osservo il mondo da un punto di vista privilegiato, facendo della scrittura il mio mestiere per vivere e per pagare i conti. C'è un artista, anzi un musicista, che più di altri ho seguito durante gli ultimi 18-20 anni e risponde al nome di Bob Dylan. Bob Dylan? Ma non era morto? Può essere. Del resto lo dice egli stesso: I'm Not There. Dylan è un autor...

Bob Dylan & Chronos: lotta contro il tempo

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  Dylan & Chronos: lotta contro il Tempo “I tibetani credono che vi sia uno stato di transizione tra la morte e la rinascita. La morte sarebbe fondamentalmente un periodo di attesa. Dopo poco tempo l'anima sarà accolta da un nuovo grembo. Nel frattempo essa restituisce a sé stessa una parte della divinità che ha perduto al momento della nascita.” (Rumore bianco, Don DeLillo)         Introduzione “Il tempo è un bambino che gioca, che muove le pedine; di un bambino è il regno.” L’immagine usata da Eraclito per parlare del tempo accosta la leggerezza del gioco, la casualità di un lancio di dadi all’inesorabilità del tempo e all’enigma del suo svolgimento. L’uomo ha sempre rivolto un’attenzione particolare al trascorrere del tempo ed è stato attratto dal futuro e dalla possibilità di conoscerlo anticipatamente. Nell’antichità i greci usavano due termini per definire il tempo: Chronos per indicare lo scorrere dei minuti e la sua natura quantitativa e K...

Blood on the Tracks: magnifica ossessione

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Tangled up in Blue (Storia di un ordinario capolavoro) Non è facile scegliere una canzone capace di rappresentare al meglio i 29 anni di una persona. Indipendentemente da chi sia il soggetto, o la soggetta. Variabilmente all'approccio e all'attitudine, sono cazzi amari, ma la vita non è sempre dolce, nemmeno se fai il pasticciere Trotzkista con la licenza di uccidere. Perché si parla di una delle linee d’ombra inevitabili, come una lama rugginosa che scava, come un riff violento degli Stones: la chitarra che commenta abilmente le scene di un gangster movie alla Scorsese. Nello stesso modo, per me è molto difficile scegliere, anche se mi vedo costretto a farlo. Il disco è Blood on the tracks, la canzone sarà Tangled up in blue. Fin qui tutto regolare, non fosse che per una questione di maniacale perfezionismo e dovere filologico, verso chi ancora non ha interrotto la lettura, devo motivare perché proprio un verso, perché questo verso mi trasmette al contempo: inquietudine, rabbi...

Le profezie di Ezechiele secondo Dylan

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  The Times They Are a-Changin' (1964)   Provate a immaginare la scena. Un giovane cantautore non ancora 23enne lancia le proprie invettive contro un cielo plumbeo, minaccioso, nefasto. Il terzo disco in studio di Bob Dylan risente fortemente del clima in cui gli Stati Uniti d'Americano erano piombati durante quel fatidico autunno del 1963. Il presidente Kennedy era stato assassinato appena sei settimane prima della pubblicazione di The Times They Are a-Changin' e il musicista che diede alle stampe il suo primo disco completamente autografo sente il peso e la responsabilità di un momento così drammatico, privo di speranza. Una premessa doverosa per un disco che ascoltato oggi manca un po’ del pathos e della leggerezza a cui Dylan ci ha abituati nel corso dei molti episodi maggiori della sua carriera. Disco importante  per un artista poco più che ventenne, ma già in grado di incarnare, più di tutti, il senso dell'epoca che sta attraversando. Le registrazioni risalg...