John Wesley Harding: il rock biblico secondo Bob Dylan
Mi ritiro dalle scene per produrre rock biblico Durante il dicembre 1967 Bob Dylan diede alle stampe il suo ottavo lavoro discografico, John Wesley Harding . Prodotto da Bob Johnston e registrato nuovamente a Nashville, con un ristretto gruppo di musicisti, dove ritroviamo Charlie McCoy al basso, Kenneth Buttrey alla batteria e la pedal steel guitar di Pete Drake in due brani. Il resto lo fa Dylan che suona chitarra, piano e armonica. E' un lavoro diverso rispetto ai tre dischi elettrici che l'hanno preceduto. Anche a livello testuale e tematico vi sono differenze sostanziali. Troviamo in questo contesto dodici brani, sei per facciata, dove la traccia più lunga, The Ballad of Frankie Lee and Judas Priest non va oltre i 5 minuti e 35 secondi. Da quando il suo autore ha iniziato a produrre dischi autografi, non era mai accaduto che desse alle stampe un numero cospicuo di canzoni tanto brevi. In un paio di occasioni scendiamo sotto la soglia dei due minuti e mezzo, se...