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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

D’amori smemorati, di killer e di pistole

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Together Through Life, uscito nel 2009, è il trentatreesimo album in studio di Bob Dylan. Arrivò a soli tre anni di distanza dal grande successo di Modern Times (2006), spiazzando molti fan. Nessuno si aspettava un nuovo disco così presto, e soprattutto non un lavoro così diverso nel tono e nell’approccio. La genesi è laterale: una richiesta del regista Olivier Dahan per una canzone destinata al film My Own Love Song , da cui nasce “Life Is Hard”. Da lì prende forma un lavoro scritto in gran parte con Robert Hunter, figura anomala nel mondo dylaniano, con cui il processo creativo appare più fluido, meno cerebrale. Non è un caso che Dylan abbia collaborato così intensamente con pochissimi autori nel corso della sua carriera. Qui il metodo sembra quello di due artigiani che si riconoscono e si lasciano spazio, senza forzature. Il suono è immediatamente riconoscibile: caldo, ruvido, volutamente imperfetto. C’è un’eco di vecchie etichette americane, non tanto per citazione diretta quanto ...

Nashville Skyline (1969)

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Nashville Skyline (1969)   Greetings from Nashville, Tennessee! Nella sua lunga produzione discografica, Bob Dylan ha prodotto 39 album in studio, molti dei quali non sono certo dei capolavori.  Nashville Skyline non rientra tra questi, eppure è uno dei suoi lavori più divertenti, leggeri e frizzanti. La produzione vira in modo evidente verso il country, quel tipo di musica che oggi viene giustamente chiamata Americana. È un lavoro che ricevette una buonissima accoglienza da parte del pubblico, arrivando al primo posto nel Regno Unito e al terzo in Usa. Siamo certi che forse nel corso del tempo, sia stato amato e apprezzato anche in Italia, visto che è citato da autori come De Gregori e Baglioni e se pochi brani furono considerati tra le sue composizioni più memorabili, bisogna considerare il successo da classifica ottenuto dal singolo Lay Lady Lay . Questo brano era stato scritto in origini per la colonna sonora del film Midnight Cowboy con Dustin Hoffman e Jon Voight ...

Il video mai pubblicato di Bob Dylan per il Nobel

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Dylan, il Nobel e la performance inedita: il racconto di John Hillcoat Nel corso degli anni 2010, il regista John Hillcoat ha intrapreso una serie di collaborazioni con Dylan che, pur nella loro discontinuità, restituiscono un ritratto estremamente coerente dell’artista: schivo, imprevedibile, radicalmente contrario alle convenzioni dello spettacolo. Il primo progetto condiviso fu il videoclip di “Visions of Johanna”, concepito per accompagnare l’uscita della Bootleg Series del 2015. In quella fase, i due non si erano ancora incontrati di persona: la comunicazione avveniva attraverso il manager Jeff Rosen , ma Dylan interveniva comunque con osservazioni precise, orientando il lavoro verso una dimensione più allusiva che esplicita. Hillcoat, che proveniva da un percorso legato ai videoclip e aveva già collaborato con artisti come Nick Cave e Johnny Cash , sviluppò per “Visions of Johanna” un impianto visivo stratificato, costruito su materiali d’archivio e nuove riprese. Il tema del...