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Tell Tale Signs: Rare and Unreleased

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Tell Tale Signs: Rare and Unreleased 1989–2006 P ochi progetti archivistici hanno avuto l’impatto culturale della Bootleg Series di Dylan, nel panorama discografico attuale. Nata nel 1991 anche come risposta ufficiale al mercato dei bootleg, la serie ha progressivamente modificato il modo stesso di guardare al materiale rimasto fuori dagli album. L’outtake ha smesso di essere soltanto uno scarto destinato a rimanere chiuso in un archivio: è diventato una parte possibile della storia dell’opera. Quando il 6 ottobre 2008 uscì The Bootleg Series Vol. 8: Tell Tale Signs: Rare and Unreleased 1989–2006 , questa trasformazione aveva ormai raggiunto un punto particolarmente significativo. Il volume raccontava quasi vent’anni di carriera, attraversando Oh Mercy , Good as I Been to You , World Gone Wrong , Time Out of Mind , “Love and Theft” e Modern Times , oltre a materiale destinato a colonne sonore e registrazioni dal vivo. Il disco costruiva una controstoria della produzione dylaniana fra ...

Bob Dylan non parla, progredisce

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La strada dopo la fine: quando Dylan non parla, preferisce far progredire il songbook Focus su Highlands, Sugar Baby e Ain't Talkin' (1997-2006) Abitualmente la traccia conclusiva svolge una funzione di congedo.  Riassume, scioglie, restituisce all’ascoltatore un senso di compiutezza. Bob Dylan ha sistematicamente disobbedito a questa convenzione. Nei suoi finali più ambiziosi la conclusione non coincide con una soluzione, ma con un rallentamento progressivo e quasi ostinato del tempo, narrativo e musicale, come se l’opera, proprio nel momento in cui dovrebbe terminare, opponesse una resistenza silenziosa e affettuosa alla propria fine. Tra il 1997 e il 2006 questa tendenza assume una forma particolarmente nitida in tre brani: Highlands, Sugar Baby e Ain’t Talkin’. Sono conclusioni diverse per atmosfera, scrittura e architettura interna, eppure unite da un medesimo principio: Dylan utilizza l’ultimo brano non per chiudere lo spazio creato dall’album, bensì per dilatar...

A proposito di Fragments

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Bob Dylan scava due fosse e poi però ci ripensa "Ho resistito; ho lottato contro il dolore come contro una cancrena. Quando si saranno alleviate sempre più le schiavitù inutili, si saranno scongiurate le sventure non necessarie, resterà sempre, per tenere in esercizio le virtù eroiche dell'uomo, la lunga serie dei mali veri e propri: la morte, la vecchiaia, le malattie inguaribili, l'amore non corrisposto, l'amicizia respinta o tradita, la mediocrità d'una vita meno vasta dei nostri progetti e più opaca dei nostri sogni." Marguerite Yourcenar scrive questo nelle Memorie di Adriano. E io penso a Dylan quando leggo queste righe. Penso a lui che nel 1996 sta lì, tra Oxnard e Miami, a registrare canzoni che suonano come un testamento. Solo che poi non muore. Anzi. Chi tiene un fulmine in tasca non ha bisogno di vantarsi. Può permettersi di essere modesto perché sa quanto vale. Bob Dylan attribuisce questi valori a Perry Como, ma non è difficile comprendere che...