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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Dalla svolta elettrica alla maturità. Trilogie 1965-2017

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Dylan attraversa la sua carriera con una successione di trilogie creative, dalla svolta elettrica anni Sessanta, al periodo Gospel, alla maturità di Time Out of Mind, Love and Theft e Modern Times, fino al Great American Songbook. Ogni ciclo rappresenta crisi, reinvenzione e ridefinizione dell’identità artistica, tra innovazione e tradizione. Voce, arrangiamenti e temi lirici diventano strumenti di esplorazione esistenziale, rivelando Dylan come cantautore, interprete e narratore unico della storia musicale americana. Dalla svolta elettrica alla maturità: le trilogie che raccontano Bob Dylan Introduzione al saggio critico Bob Dylan, a dispetto della sua fama di artista solitario e imprevedibile, offre nel corso della sua carriera un modello sorprendentemente coerente se osservato attraverso la lente delle trilogie implicite. Non parliamo di schemi prefissati o di strategie commerciali, bensì di blocchi creativi, narrativi ed esistenziali che emergono retrospettivamente e permettono...

Bob Dylan: The Great American Songbook

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Tra il 2015 e il 2017 Bob Dylan attraversa il Great American Songbook con tre dischi radicali, incisi senza nostalgia né virtuosismi. Shadows in the Night , Fallen Angels e Triplicate rileggono 54 canzoni storiche spogliandole di retorica e restituendole al tempo presente. In un’America inquieta e alla vigilia del Nobel, Dylan sceglie la tradizione come gesto critico, preparando il ritorno alla scrittura autografa e ridefinendo voce, memoria, interpretazione e senso ultimo della canzone americana classica. La fase del Great American Songbook nella carriera di Bob Dylan, compresa tra Shadows in the Night (2015), Fallen Angels (2016) e Triplicate (2017), rappresenta uno dei momenti più radicali, fraintesi e densi della sua traiettoria artistica recente. Non perché segni una rottura improvvisa con il passato, ma perché porta a compimento un dialogo con la tradizione americana che Dylan aveva avviato decenni prima, e che qui assume una forma definitiva, spoglia e programmaticamente an...

Bob Dylan negli anni Novanta tra rinascita e tradizione

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Bob Dylan negli anni Novanta tra rinascita e tradizione La discografia di Bob Dylan negli anni Novanta rappresenta uno dei passaggi più complessi e meno concilianti della sua lunga traiettoria artistica, un decennio che mette alla prova non solo la sua scrittura ma anche la sua stessa idea di identità musicale. Dopo il ritorno d’ispirazione segnato da Oh Mercy del 1989, Dylan entra negli anni Novanta con un’opera in studio, Under the Red Sky , che appare fin da subito come un oggetto anomalo, quasi dissonante rispetto alle attese, e che inaugura un periodo di apparente dispersione. Eppure, se osservato con attenzione e senza lenti riduttive, questo decennio si rivela decisivo perché consente a Dylan di attraversare una crisi profonda, di rifugiarsi nella tradizione folk e blues con un rigore quasi ascetico e infine di riemergere con Time Out of Mind , uno dei dischi più alti della sua produzione post anni Settanta. Gli anni Novanta non sono dunque un’appendice minore ma un laboratori...

Bob Dylan: tempo, maschere e sopravvivenza di una voce Americana

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Questo saggio analizza il Bob Dylan degli anni Duemila, dai brani iniziali di Things Have Changed fino a Together Through Life , esplorando il rapporto tra tradizione americana, blues, folk e R’n’B e l’uso consapevole della voce matura. Il lavoro mostra Dylan come testimone del tempo e interprete lucido della modernità, evidenziando la coerenza, l’originalità e l’impatto duraturo della sua produzione nel XXI secolo. Bob Dylan: tempo, maschere e sopravvivenza di una voce americana Quando Things Have Changed appare nel 2000, Bob Dylan non inaugura semplicemente un nuovo decennio: chiude definitivamente il Novecento dal punto di vista della propria opera . Il brano, scritto per Wonder Boys , è una dichiarazione di poetica più che una canzone “per il cinema”. Dylan canta come se avesse già attraversato tutto ciò che contava attraversare. “People are crazy and times are strange” non è un’osservazione generazionale ma una sentenza definitiva , pronunciata da qualcuno che non pretende più ...

Bob Dylan: nascita di un mito moderno

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Un saggio su Bob Dylan che esplora il rapporto tra creatività e mito, ripercorrendo le tappe fondamentali di una carriera unica. Dalla rivoluzione degli anni Sessanta al Nobel per la Letteratura, il testo indaga l’influenza esercitata su musica, scrittura, cinema e arte contemporanea, restituendo il ritratto di un artista capace di trasformare il proprio tempo e di ispirare generazioni oltre confini culturali. Nascita di un mito moderno negli anni Sessanta Bob Dylan non entra negli anni Sessanta: li incrina. Non si presenta come innovatore consapevole né come portavoce generazionale, ma come figura ambigua che utilizza la tradizione folk per metterne in crisi l’autorità dall’interno. The Freewheelin’ Bob Dylan e The Times They Are A-Changin’ non vanno letti come manifesti politici, bensì come dispositivi linguistici che trasformano la canzone popolare in uno spazio di interrogazione morale. Dylan prende forme antiche, ballate, canti di lavoro, strutture narrative premoderne, e le svu...

A proposito di Tangled Up in Blue

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A proposito di Tangled Up in Blue Tangled Up in Blue è il brano che apre Blood on the Tracks (1975), quindicesimo disco in studio di Bob Dylan e considerato da molti il suo capolavoro. Sin dal primo verso, la canzone immerge l’ascoltatore in un flusso narrativo che si muove attraverso tempi, luoghi e identità instabili. È una ballata che sembra raccontare una storia, ma che in realtà ne racconta molte: un amore perduto, una continua fuga, la ricerca di una direzione, e al tempo stesso il tentativo di riconciliarsi con ciò che non può più tornare. Natalie Merchant ha definito Tangled Up in Blue “un capolavoro di narrazione”, sottolineando come Dylan riesca a delineare personaggi complessi con pochissimi tratti. “Alcuni sono matematici, altri mogli di carpentieri…”: in mezza riga si apre un mondo, una vita intera, una relazione immaginata o vissuta. “Lavorava in un locale topless, e io mi fermai per una birra…”: basta questo a collocare il narratore in un margine della sua stessa esisten...