venerdì 19 marzo 2021

Bob Dylan (album)

 

Bob Dylan (album omonimo, 1962)

Nessuno, forse nemmeno il grande talent scout John Hammond poteva prevedere quello che sarebbe accaduto, in chiave retrospettiva dopo quel 1962. 

Eppure è proprio da questa data, 19 marzo 1962 che bisogna iniziare, se si vuole ripercorrere in maniera coerente e completa la vicenda artistica di Bob Dylan. Dai primi timidi tentativi di scrittura, che sono appunto contenuti in questo esordio. I brani autografi sono due: Talkin' New York e soprattutto Song to Woody, dedicata proprio al suo mito, Woody Guthrie, la principale fonte di ispirazione per questo acerbo cantautore. Eppure nel disco si sente anche altro, inclusi brani che faranno da lì a breve la fortuna dei loro esecutori. Pensiamo ad esempio a un pezzo come House of the Risin' Sun, che di lì a breve avrebbe fatto la fortuna di Eric Burdon e dei suoi Animals. Ci sono poi altre canzoni che meritano una citazione e una analisi più approfondita, come ad esempio Baby Let Me Follow You Down, brano tradizionale, come lo era anche House of Risin' Sun, arrangiato da Eric Von Schmidt, che resterà però appiccicato a Dylan per lunghissimo tempo.

Che dire di You're No Good? Brano che di fatto rappresenta il primo vero approccio che si possa fare in maniera filologica con la musica di Bob Dylan. Il pezzo che apre il disco è una composizione di Jesse Fuller e mostra tutte le fragilità e le speranze di questo giovane chitarrista e interprete che aveva fatto tanta strada per arrivare in quel di New York per coronare il suo sogno di musicista. Certe volte la vita è davvero strana, come racconterà molto tempo dopo nel suo mirabile memoriale, Chronicles - Volume Uno.

Dylan arriva a New York City in un freddo mattino d'inverno del 1961, per farsi strada tra le amicizie e i salotti radical-chic del Café Wha, del Gerde's Folk City e del Gaslight.

Bastano dunque due sessioni di registrazioni che daranno vita a 36 minuti e 54 secondi di musica, per questo importante esordio per la musica d'autore nordamericana. Eppure in quel 1962 tutto questo sarà riservato davvero a pochissimi fruitori. Il disco infatti, pur avvalendosi di una etichetta importante come la Columbia non venderà moltissimo prima del 1964, quando però il fenomeno Dylan sarà già esploso a livello mediatico specialmente negli Stati Uniti. Arriverà alla 13esima posizione nel Regno Unito, tre anni dopo la sua pubblicazione. Nemmeno la critica musicale gli riserva un trattamento di favore, ma non sarà l'unica volta in cui un nuovo disco di Bob Dylan verrà rivalutato a distanza di tempo. Del resto questa è la condizione che un musicista imperfetto e personale deve imparare a gestire. Bob Dylan non ha mai convinto tutto il pubblico e la critica, non è un cantante perfetto, né un chitarrista eccezionale, ma sopperisce con la personalità, il gusto e il carisma innato, queste carenze congenite.

Il suo disco d'esordio, ascoltato oggi, costituisce un modello di paragone importante, rispetto a quello che avrebbe realizzato nel tempo, alla sua maturità artistica, vocale e musicale. Eppure è davvero incredibile non soffermarsi sui tratti distintivi e sulle qualità di questo esordio. Non sappiamo bene se il merito sia da spartire con chi gli aveva insegnato gli arrangiamenti di certi brani, fatto sta che oggi tutti quei nomi sono solo ricordi sbiaditi, mentre la stella di Dylan splende nel firmamento in maniera sempre più potente e brillante, segno che il tempo è galantuomo con gli uomini di ingegno, di talento e di passione. E Bob Dylan possedeva e possiede tutte queste qualità, se ci consentite di esprimere un giudizio. 

Dario Twist of fate

4 commenti:

  1. "Song to Woody" è una bella poesia. Gli esordi di Dylan a New York sono avvenuti in un momento in cui la grande mela esprimeva voglia di novità e cambiamento e stava per diventare la capitale culturale dell'occidente.il talento e il carisma indiscutibili di Dylan hanno incontrato il momento storicamente giusto. La sua voce imperfetta raggiunge il cuore e la mente di chi di mette in sintonia con lei.

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  2. Dylan E' un cantante eccezionale. HA una voce eccezionale, Dylan E' la sua voce, o meglio le sue VOCI. Dylan è un buon chitarrista e armonicista e il suo piano mi piace. Dylan ha influenzato ogni cosa e continua a farlo.

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