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Visualizzazione dei post da dicembre, 2022

Il sodalizio artistico tra Dylan, Harrison, Petty, Orbison & Lynne

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Bob Dylan & The Traveling Wilburys Project  “L’epoca in cui ogni mio concerto era occasione di grandi sommovimenti aveva già subìto una brusca frenata, ormai si era fermata. Troppe volte mi ero dato la zappa sui piedi. Bisogna saper onorare gli impegni, non sprecare il proprio tempo e quello degli altri. Non era sparito dalla scena, ma la strada si era ristretta, si era quasi interrotta e invece avrebbe dovuto essere ben larga. Dentro di me c’era una persona scomparsa che dovevo ritrovare. In natura c’è un rimedio per tutto ed era lì che di solito andavo a cercare il mio. Magari mi ritiravo su una casa galleggiante, sperando di sentire un’antica voce, avanzando lentamente l’imbarcazione tirava a riva su una spiaggia riparata, di notte, in mezzo alla natura, popolata da alci, orsi e cervi tutto attorno a me. Non molto distante avvertivo la presenza di un lupo grigio, quiete sere d’estate ad ascoltare il richiamo della strolaga. Mi sentivo finito, un rottame vuoto, consumato. Dov...

Bob Dylan: il 2022 in "pillole"

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Il 2022 di Bob Dylan in "pillole" - Il 3 marzo Bob Dylan riparte in tour da Phoenix, Arizona, dopo due anni di assenza di performance dal vivo, a causa della pandemia (Covid-19). - Il 19 marzo "festeggia" 60 anni del suo debutto discografico con Columbia Records.  - (Aprile) T Bone Burnett produce una nuova versione di Blowin' in the Wind, distribuita in esclusiva sul nuovo format chiamato Iconic Original. Bob Dylan per l'occasione canta una nuova versione del brano. - Il 10 maggio viene inaugurato il Bob Dylan Center di Tulsa, Oklahoma. - (Maggio) Viene rilasciato il remake del video di Subterranean Homesick Blues a cui partecipano artisti di vario genere e ambito, tra cui musicisti e registi cinematografici. - (Novembre) Bob Dylan pubblica il suo quarto libro The Philosophy of Modern Song. Si tratta di un volume illustrato che è composto da 66 brevi saggi dedicati alle sue canzoni preferite.    - (Dicembre) Dylan rilascia una lunga e dettagliata intervista...

Down in the Groove (1988)

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Ugliest Bob in the World Scrive Joel Selvin, critico musicale del San Francisco Chronicle: “Bob Dylan ha fatto parecchi cattivi dischi. Ora i cattivi dischi sono il frutto del tentativo di realizzare buoni album. Bob Seger e Tom Petty probabilmente non hanno mai fatto dischi cattivi. Ma non hanno realizzato neanche un grandissimo album nella loro longeva attività discografica. Hanno prodotto invece buoni, ottimi dischi. Sul fatto che Knocked Out Loaded possa essere considerato il suo peggior album, ci sarebbe parecchio da discutere. Possiamo però pacificamente riconoscere che si tratti di uno dei sui peggiori 10 lavori in studio. Magari non è il peggiore in assoluto, ma di certo sta a fondo classifica.” Ho scelto di iniziare questo commento retrospettivo dedicato a Down in the Groove, facendo un piccolo passo indietro. Premetto che questo non sarà un pezzo semplice da scrivere e di conseguenza neppure da leggere e da fruire, specialmente da dispositivo mobile. Il punto è che trovo ...

Gli ottant'anni di Mr. Bob Dylan

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Ci sono coloro i quali adorano la solitudine, io non sono uno di loro, in quest'era di vetroresina sto cercando una gemma. La sfera di cristallo lì sul muro non mi ha ancora mostrato nulla, ho pagato il prezzo della solitudine ma finalmente non ho più debiti. (Bob Dylan) Tre mesi fa, senza rendermi conto mi imbarcavo in questa retrospettiva critica dedicata alla produzione in studio di Bob Dylan. Trentanove album, oltre 50 anni di musica, attraversando epoche, stili e generi differenti. È stata un'impresa non da poco. In effetti è stato utile in certi frangenti distaccarsi, svuotare la mente e fare tabula rasa rispetto ad alcuni preconcetti che in oltre 20 anni di ascolto si erano accumulati. Il risultato è la riscoperta di un artista che ha influenzato almeno un paio di generazioni di musicisti, ma che raramente è riuscito a entrare nei cuori e nelle menti del suo pubblico. Una storia professionale, dove i bassi superano abbondantemente gli alti, ma del resto quando produci, s...

Blood On The Tracks, Bob Dylan (1975)

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Blood On The Tracks (1975) Acclamato da critici e fans come uno dei miglior lavori in studio di Bob Dylan , questo album è la prova di coraggio e della definitiva maturità avvenuta del grande songbook dylaniano . Uno dei dischi di riferimento degli anni settanta e forse uno dei migliori album di cantautorato rock di tutti i tempi. Qualcuno ha scritto:“E' un album costruito sul tema della delusione amorosa, e la sua esecuzione, quasi totalmente chitarra e voce, può, ad un primo ascolto, far pensare ad un lavoro amatoriale. Ed è questo l'esito al quale vuole pervenire Dylan, per il quale le origini sono riferimento perenne, mai rinnegate dalle svolte rock”. In Blood On The Tracks il tema universale è l’uomo: alla ricerca di se stesso, di una donna, di un desiderio e con una malinconia da scacciare lontano. Forse in Africa, forse nella provincia americana, sempre “sulla strada, diretto verso un altro incrocio”... Ispirato dal maestro di pittura Norman Raeben , Dylan r...

On the Tracks (Rail Car)

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"Ho visto treni fin da piccolo e mi hanno sempre fatto sentire al sicuro. I grandi vagoni merci, i vagoni del minerale di ferro, i treni passeggeri, i vagoni Pullman. Non c’era posto in cui andare nella mia città natale senza aspettare agli incroci che lunghi treni passassero."   (Bob Dylan Chronicles: Volume One) L’a r te di Bob Dylan non si limita alla creazione musicale. Lo sapevamo già da tempo. Eppure nessuno avrebbe pensato, fino a qualche decennio fa, che l’artista statunitense ci sapesse fare anche con la pittura e , in misura forse maggiore , con la scultura. Sul binario di una vecchia linea ha posizionato il suo treno delle meraviglie “Rail car”, trovando nel vigneto Château La Coste il luogo in cui fondere l’opera con l’ambiente in un’armonia perfetta da farla sembrare concepita per stare là.  L’opera dialoga con il paesaggio costituito dal vigneto, un luogo non incontaminato, ma rappresentativo del lavoro dell’uomo attraverso le stagioni e gli anni, nel perf...

Bob Dylan aujourd'hui, vous pouvez dormir dans le motel où il a écrit son album le plus aimé

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Les propriétaires ont partagé des images exclusives du June Hotel à Malibu, une retraite paisible pour les écrivains, les artistes et les musiciens. Bob Dylan est passé par ici. La chambre numéro 13 de l'hôtel June à Malibu, un petit hôtel-boutique le long de la Pacific Coast Highway à Point Dume, en Californie, a une histoire bien particulière. Même si c'est la chambre la plus populaire de la structure, tout le monde ne sait pas pourquoi : on dit qu'elle a une énergie particulière, comme celle d'un refuge calme et privé. Mais pour ceux qui connaissent son histoire, la salle 13 a un attrait beaucoup plus évident : c'est là que Bob Dylan a écrit son 15e album, Blood on the Tracks, acclamé par la critique en 1975. À la fin des années 1940, un couple de jeunes mariés, Wayne et Helen Wilcox, a commencé à construire l'un des premiers motels de Malibu. Ils l'ont appelé le Malibu Riviera Motel. Au fil des décennies, ils ont élevé deux fils, Gary et Bob, et accueill...

Spécial 80e anniversaire de Bob Dylan

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Verrouillage musical lunaire – Spécial 80e anniversaire de Bob Dylan Aujourd'hui, nous assistons à une réévaluation totale de ce que cela a pu signifier pour notre éducation. Bon, il faut le dire : mais on s'en fout ! Après les gloires d'hier, il est aujourd'hui obligatoire de faire quelques considérations. Prenons mon cas. Je suis né en 1979, on peut donc dire que j'ai vu très peu de Dylan qui était pertinent en temps réel. Il est donc plus honnête de parler d'une reprise et de ce que fut la réévaluation critique et populaire des années 90. Une décennie étrange, où l'on pouvait à la fois trouver des cassettes, des vieux livres, des vinyles, mais aussi des CD. C'est ainsi que ma découverte des chansons de Dylan s'est faite. De manière totalement anonyme, grâce à des amis et connaissances qui se trouvaient peut-être par hasard dans la maison, du matériel de cet ancien auteur-compositeur-interprète. Oui, car en 1997, Dylan était considéré comme une vie...

Mon premier baiser en écoutant des chansons de Bob Dylan

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Parfois, pris par une mélancolie profonde et inexplicable, je commence à me souvenir: Le premier baiser donné et le premier baiser ont reçu. La première note au lycée. La première année où j'ai été reportée en mathématiques et en anglais. Le premier Levi's 501, ce qui était très mauvais pour moi, mais cela n'avait pas d'importance pour moi, j'ai aimé l'idée. Le premier jour du collège, loin des compagnons élémentaires et projeté dans une dimension complètement nouvelle et différente. Peut-être beau, mais certainement extraterrestre. Grandir dans les années 90 était une chose différente de celle d'aujourd'hui. Je ne peux pas dire si c'est mieux ou pire, aussi parce que je ne suis pas en mesure d'interpréter les désirs et les sensations des garçons qui sont nés et ont grandi après moi. Mais je suis né à temps pour essayer certaines choses. Je me souviens des trois premiers chefs Panasonic, le premier Walkman Sony avec l'autoritaire, le BMX roug...

Bob Dylan e la Francia

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Considerazioni sulla "figura letteraria" di Bob Dylan Mi contraddico? e va bene, mi contraddico (sono vasto, contengo moltitudini.) Bob Dylan è quel tipo di artista capace di mettere tutti d’accordo? Dipende da quello che intendiamo con tutti d’accordo. Certo, non è facile trovare oggi una personalità capace di richiamare Melville e Shakespeare, David Bowie e David Lynch, Kerouac e Hunter S. Thompson. Va sicuramente fuori dal seminato e trascende l’idea di musica, canzone e poesia. Troviamo infatti la basi del folk e del blues rurale, ma anche una certa attenzione verso il simbolismo francese dei Rimbaud e Verlaine. Nella poetica e nel canzoniere dylaniano convive il concetto di frontiera e quello spirito libero che guarda verso l’Atlantico con ammirazione e timore reverenziale. Dylan infatti è il più americano degli artisti celebrati in Europa. Amato in Inghilterra, Spagna, Francia e Italia, ma certo più ostico e indecifrabile per un romano o un fiorentino, rispetto a ...