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Blonde on Blonde

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Quel sottile, selvaggio suono mercuriale Blonde on Blonde , è il settimo disco realizzato in studio da Bob Dylan la cui durata corrisponde a 7 2 minuti e 5 7 secondi.  Buona parte dell’accompagnamento (e del vestito sonoro) di Blonde on Blonde venne garantito da musicisti di Nashville specializzati in sessioni di registrazione come Charlie McCoy e la futura star Joe South. Va detto che molti di loro non erano abituati a lavorare con musicisti di ambito rock, ma presero confidenza con questi pezzi complessi in modo piuttosto rapido, garantendo la giusta atmosfera, anche quando un brano come “Sad Eyed Lady” continuava ad andare, senza indicazioni sul momento in cui sarebbe finita. I musicisti di Nashville hanno dato ai testi di Dylan, tipicamente ambigui, il supporto più rilassato e solidamente musicale che abbiano mai avuto. Un mix notevole di liriche, che si muove tra la descrizione realistica e quella iper-realistica. Bob Dylan dichiarò: “Il momento in cui sono arrivat...

D'amori smemorati, di killer e di pistole

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Together Through Life (2009) “Queste canzoni sono più fotografie istantanee che composizioni, ma potrebbe anche essere che alla fine, tutte assieme, facciano un’unica grande fotografia. E potrebbe anche non essere un lavoro artistico, ma qualcosa più funzionale, come la foto del passaporto di qualcuno che è sempre in viaggio per il prossimo concerto.” Together Through Life è il 33° album in studio del cantautore Bob Dylan, pubblicato il 28 aprile 2009 dalla Columbia Records. La pubblicazione dell'album, che ha raggiunto il numero 1 in più paesi, è stata inaspettata e ha sorpreso i fan. Dylan ha scritto la maggior parte delle canzoni con Robert Hunter e ha registrato con musicisti come Mike Campbell degli Heartbreakers e David Hidalgo dei Los Lobos. La genesi dell'album è stata una richiesta del regista Olivier Dahan di contribuire con una canzone al film a My Own Love Song. Su Robert Hunter disse: "Hunter è un vecchio amico, potremmo probabilmente scrivere un centi...

Triplicate (2017)

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  Triplicate (2017)   Triplicate è il 38esimo lavoro in studio di Bob Dylan e come per i due precedenti non contiene brani autografi, visto che è dedicato ai classici della canzone americana il cui minimo comun denominatore è rappresentato dal fatto che fanno parte del repertorio di Frank Sinatra. Tre dischi ciascuno dei quali segue un suo filo tematico. Il primo disco si intitola 'Til the Sun Goes Down e comprende composizioni che vanno da September Of My Years fino a Once Upon a Time, passando per My One and Only Love, Stormy Weather e I Could Have Told You. Il secondo si chiama Devil Dolls e comprende As Time Goes By, P.S. I Love You, Imagination, The Best Is Yet to Come e Here's That Rainy Day. Chiude la sequenza il terzo volume: Comin' Home Late dove troviamo brani come Sentimental Journey, Stardust e These Foolish Things, tra le composizioni.  La band che lo accompagna, in grande spolvero, è la solita degli ultimi lavori in studio e live. Tony Garnier al bas...

Bob Dylan 1970 with George Harrison

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Non è ancora detta l'ultima parola su uno dei periodi più controversi della parabola artistica di Bob Dylan. La pubblicazione per il grande pubblico di questa nuova uscita antologica getta luce su un periodo che divide da più di cinquant'anni i suoi estimatori, i detrattori e in certi casi anche i fan più sfegatati. Eppure se ci si abbandona davvero all'ascolto, in senso pieno e profondo, questo "1970" convince tutti a mani basse. Di certo avrà influito essermi trovato ben predisposto e in fase dylaniana e dylanista. Confesso che da un po' di giorni non ascolto altro, a eccezione di artisti comunque limitrofi e paralleli come The Band, Tom Petty, Van Morrison e George Harrison .  Proprio l'ex Beatle gentile arricchisce queste registrazioni con alcune performance, forse non proprio memorabili, ma che sono il primo atto formale di quella che poi sarebbe diventato una lunga e proficua amicizia. Bob Dylan e George Harrison incroceranno infatti i flussi (pass...

Shadows in the Night

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 “Realizzare questo disco è stato un autentico privilegio. Tutti conoscevamo molto bene questi brani. È stato fatto tutto dal vivo, forse in una o due registrazioni. Senza alcuna sovra incisione. Niente cuffie, niente cabina di registrazione per il cantante. Di cover ne sono state fatte abbastanza: seppellite. Quello che io e la mia band stiamo tentando è il procedimento inverso. Disseppellire i pezzi dalla tomba, per riportarli alla luce del giorno. Perché questa band non lavora con il favore delle tenebre, o meglio non sempre!”  (Bob Dylan on “Shadows in the Night”) Ora, ammetto di non aver seguito con grande interesse "il periodo Sinatra" di Bob Dylan, tanto che ho acquistato e ascoltato in tempo reale solo l'ultimo dei tre (o cinque) lavori: Triplicate, ma più che altro in seguito all'hype post Nobel. Nel 2014 e successivamente nei primi mesi del 2015, cioè sei anni fa, avevo da poco archiviato una delle mie parentesi musicali più intense, ma rovinose e fallimen...

Gli anni ottanta secondo Bob Dylan

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  Il decennio buio della produzione discografica dylaniana (1980-1990) Tra il 1980 e il 1990 Bob Dylan pubblica 8 nuovi album contenenti nuovo materiale autografo, qualche cover e alcuni brani scritti in collaborazione con altri artisti e autori. Di questi otto dischi possiamo affermare, in maniera obiettiva e speriamo oggettiva che almeno tre sono ottimi album, due dei quali rasentano addirittura lo status di capolavori, almeno secondo il canone del suo autore. Ora, fatta esclusione per Infidels, Oh Mercy e Shot of Love, resterebbe da dire dei rimanenti cinque dischi. Tra questi, forse il solo Empire Burlesque è da considerare un lavoro abbastanza riuscito, seppur non completamente, visto anche l'impegno e la qualità del materiale ivi contenuto.  I restanti quattro album sono uno dei punti più bassi della produzione dylaniana.  L'intento di questo breve post è fare nuova luce, a distanza di trenta/quarant'anni sui seguenti dischi: Saved, Knocked Out Loaded, Down in the G...

Cosa resterà di questo dannato 2020

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 Cosa (ci) resterà addosso di questo dannato 2020  "E un anno passa, u n anno vola, u n anno cambia faccia. E una città che muore, che protegge e che minaccia." (cit.)  Non ho la presunzione di scrivere un pezzo su quelli che sono stati i migliori dischi del 2020. Ho ascoltato forse meno di venti nuovi lavori, parlo di album usciti tra il primo gennaio e il 27 dicembre 2020. Proverò quindi a tracciare una sorta di bilancio personale, rispetto a quelle che erano le mie aspettative, su questo anomalo periodo: su quanto sia realmente accaduto.  Dal cappello sono usciti fuori almeno cinque/sei dischi che mi hanno emozionato, esaltato e accompagnato in questi tempi funesti. C'è stato un carico di responsabilità maggiore, rispetto agli altri anni, primo perché ho ricominciato ad ascoltare seriamente musica, secondo perché sono stato coinvolto in un bel progetto di nicchia. Mi riferisco all'etichetta messa in piedi dagli amici Vladimir Costabile, Mattia Tenuta e Andrea Lat...

Bob Dylan - My Own Version of You (Prima traduzione)

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Bob Dylan - My Own Version of You - Lyrics All through the summers, into January I've been visiting mosques and monasteries Looking for the necessary body parts Limbs and livers and brains and hearts I'll bring someone to life, is what I wanna do I'm gonna create my own version of you Well, it must be the winter of my discontent I wish you'd've taken me with you wherever you went They talk all night and they talk all day But not for a minute, do I believe anything they say I'm gon' bring someone to life, someone I've never seen You know what I mean, you know exactly what I mean I'll take the Scarface Pacino and The Godfather Brando Mix 'em up in a tank, and get a robot commando If I do it upright and put the head on straight I'll be saved by the creature that I create I'll get blood from a cactus, gunpowder from ice I don't gamble with cards and I don't shoot no dice Can you look ...

I contain multitudes - Bob Dylan è in versione "Duplo" (TM)

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"I'm listening to Billy Joe Shaver And i'm reading James Joyce Some people they tell me I got the blood of the land in my voice" "I'm just like Anne Frank, like Indiana Jones And them British bad boys, The Rolling Stones I go right to the edge, I go right to the end I go right where all things lost are made good again I sing the songs of experience like William Blake I have no apologies to make Everything's flowing all at the same time I live on a boulevard of crime I drive fast cars, and I eat fast foods I contain multitudes" Giusto per dovere di cronaca, vorrei ribadire un concetto: Bob Dylan, "canzoni di esperienza" sul canone di "I contain multitudes" le ha sempre composte e incise. A dirla tutta, il suo primo brano "autografo" era proprio un talking blues, contenuto nel suo esordio discografico. Quindi con queste nuove canzoni "enunciate" più che cantate, Dylan torna al...

Dark side of the American Pie (Pt. 3)

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Impressioni sul brano "Murder Most Foul" di Bob Dylan Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me, I'm not sleepy and there is no place I'm going to. Hey! Mr. Tambourine Man, play a song for me, In the jingle jangle morning I'll come followin' you. Ci sono Shakespeare, Allen Ginsberg, Lee Harvey Oswald e una miriade di rimandi e citazioni, in questo nuovo brano pubblicato, a sorpresa, il 27 marzo da Bob Dylan. Murder Most Foul, questo il titolo di un nuovo capitolo della saga dylaniana , partita nel lontano 1962 con le prime due canzoni scritte di proprio pugno, Talkin' New York e Song to Woody. Il testo nella prima parte racconta dell'omicidio di JFK avvenuto a Dallas, nello stato del Texas, quel maledetto 23/11/1963. Un'ossessione tipicamente americana, visto che anche lo scrittore horror Stephen King, vi dedicherà un pregevole romanzo di fantascienza, pubblicato nel 2011, che avrà in seguito una riduzione televisiva, realiz...