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Down in the Groove: commento dylaniano

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  Commenti dylaniani - Down in the Groove (1988) Scrive Joel Selvin, critico musicale del San Francisco Chronicle: “Bob Dylan ha fatto parecchi cattivi dischi. Ora i cattivi dischi sono il frutto del tentativo di realizzare buoni album. Bob Seger e Tom Petty probabilmente non hanno mai fatto dischi cattivi. Ma non hanno realizzato neanche un grandissimo album nella loro longeva attività discografica. Hanno prodotto invece buoni, ottimi dischi. Sul fatto che Knocked Out Loaded possa essere considerato il suo peggior album, ci sarebbe parecchio da discutere. Possiamo però pacificamente riconoscere che si tratti di uno dei sui peggiori 10 lavori in studio. Magari non è il peggiore in assoluto, ma di certo sta a fondo classifica.” Ho scelto di iniziare questo commento impopolare dedicato a Down in the Groove, facendo un piccolo passo indietro. Personalmente trovo davvero troppo semplice e riduttivo bollare questi dischi (che sono giustamente considerati minori) come se fossero cose di ...

Saved (1980)

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Secondo capitolo gospel di Bob Dylan   Nessuno può salvare Dylan da sé stesso, nemmeno Dylan stesso. Il problema è che il cantautore americano non ha nessuna intenzione di fare sconti a nessuno, quando entra in studio per registrare il suo ventesimo disco. SAVED è per molti versi il sequel di Slow Train Coming che lo aveva preceduto meno di un anno prima. Eppure nonostante la produzione di Barry Beckett e Jerry Wexler e le registrazioni realizzate nuovamente al Muscle Shoals Sound Studio, le differenze sono nette fin dalla prima traccia. Al disco collaborano Tim Drummond, Jim Keltner e Fred Tackett, motivo per cui il disco ha gran bel tiro, che gli permette di esplorare, se possibile in maniera più radicale e profonda, l'ossessione dylaniana per il gospel. Nella migliore delle ipotesi si tratta di un solido e nervoso blues rock, con alcuni degli episodi musicalmente più vibranti di tutto il repertorio. Il problema, se si problema si può parlare, è derivato da una certa allegori...

Slow Train Coming irrompe sulla scena Gospel (1979)

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Il mio nemico indossa un’aureola di decenza Bob Dylan è sempre stato un genio nel sottoporci il suo apparato immaginifico e nel farci provare certi sentimenti mostrandoci delle immagini ben precise. Così abbiamo questa idea del lento treno che sta arrivando, come metafora ideale volta a introdurre un nuovo tema, che sarebbe diventato il leitmotiv della fase Gospel durata due anni e mezzo lungo i quali Dylan darà alle stampe tre nuovi album con composizioni inedite. Visto oggi, attraverso un punto di vista retrospettivo, tutto ci appare differente, più semplice da recepire e da commentare. A quel tempo invece era più una cosa tipo: “Bene, ci siamo giocati Dylan. Lui farà questi album cristiani per sempre.” Abbiamo visto invece da vicino gli effetti sui fan dei cinque dischi dedicati al Great American Songbook (periodo Sinatra) e di come anche questa fase sia stata accolta con fastidio da parte di alcuni fandom del cosiddetto zoccolo duro. Il punto della questione è che il nostro aut...

Shot of Love - Auguries of Innocence

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Shot of Love (1981) Vedere un mondo in un granello di sabbia e un paradiso in un fiore selvatico. Tenere l'infinito nel palmo della mano e l'eternità in un'ora.   Solo una sana e consapevole fede salva l'ascoltatore dalla negatività del giudizio critico, parafrasando Fornaciari. Il gospel è una questione di fede. Shot of Love,  21esimo disco in studio di Bob Dylan  viene pubblicato il 10 agosto 1981. Ottenne la top ten nel Regno Unito, ma negli States non andò oltre la 33esima posizione in classifica. La produzione dell'album è affidata a Bumps Blackwell e Chuck Plotkin , uno degli uomini chiave in studio di registrazione di Bruce Springsteen . Nel disco lo si nota subito, c'è una moltitudine di musicisti e tecnici di talento. Da Ringo Starr a Tim Drummond , da Donald Dunn a Benmont Tench , da Ron Wood a Jim Keltner , da Steve Ripley a Carl Pickhardt . Questo è probabilmente uno dei lavori più fraintesi e sottostimati di Dylan, in termini assoluti. Qui s...

A proposito di "Love And Theft"

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  "Love And Theft" (2001)   Dopo aver realizzato dischi nuovamente all'altezza del proprio nome come Oh Mercy e soprattutto Time Out of Mind ,  Bob Dylan torna ancora,  con un lavoro autografo. O meglio, semi-autografo. "Love And Theft" è il 31esimo disco in studio, ed è stato registrato ancora una volta a New York City, nei Clinton Recording, durante il mese di maggio. In cabina di regia, utilizzando lo pseudonimo di  Jack Frost , c'è proprio Dylan, che si occupa della produzione. Una novità importante, visto che da questo momento in poi sarà l'autore stesso a produrre i suoi futuri lavori discografici. Non è però una novità: molte volte era stato proprio lui a dirigere i lavori, a partire da Empire Burlesque e Knocked Out Loaded ( a cui bisogna aggiungere anche  Down in the Groove)  senza dimenticare Under the Red Sky  e Time Out of Mind ,  co-prodotto assieme con Daniel Lanois . Importante sottolineare poi il ritorno a New York , in...

Impressioni su Rolling Thunder Revue - A Bob Dylan Story by Martin Scorsese

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Semplicemente magnifico! Assolutamente eccezionale! Ehi, amico, non dirmi che ancora vai dietro alle cazzate che spara Bob Dylan?!? Con tutto quello che sta succedendo nel mondo... Fake news, gay news, rumors, social network, crash network, spare network... E perché no? Il mondo continua a girare sempre nella stessa dimensione, mi sembra... A te sembrano troppe cose, ma ci sono davvero tanti problemi da risolvere e frasi che vanno decifrate, sedimentate. Del resto non serve un influencer per capire da che parte tira il vento, oggi! E la risposta soffia su Instagram...  Non servono parole e non bastano immagini per descrivere quel sapore, quella fumosa consapevolezza, quello squallido disfacimento, vitale, pulsante e inconsistente che sono stati gli anni settanta e continuano ancora a rappresentare, per l’immaginario popolare, per il cinema e per la musica statunitense, di un America ancora giovane e forte, ma al contempo stordita dalle droghe, dal clamore...

Andammo a vedere il Drugo, The Big Lebowski e New Morning

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- Eh, dimmi, come ti vanno le cose?  - Qualche strike e qualche palla pesa. - Come ti capisco! - Ah. Grazie, Gary. Beh tu stammi bene. Torno alla partita. - Certo. Prendila come viene. - Sì. sì.  - So che lo farai. - Sicuro, Drugo sa aspettare. Secondo un modo di pensare convenzionale, è più semplice scrivere di argomenti che ci appartengono e che ci stanno maggiormente a cuore. Personalmente ritengo sia un luogo comune da sfatare. New Morning di Bob Dylan è uno dei motivi per cui mi sono avvicinato a questo autore. Era il 1998 e al cinema usciva il film dei fratelli Coen , Il grande Lebowski . Io avevo diciannove anni e mi trovato a Roma quando la pellicola venne distribuita in Italia. Purtroppo tra le città dove il film uscì non c'era Cosenza , quindi dovetti aspettare che venisse riproposto per una rassegna di cinema d'essai in seconda visione. Ero già un discreto appassionato di film e tra i miei preferiti c'erano proprio i Coen assieme a Kubrick, Scorsese, Lynch, Pol...

Io, Bob Dylan e il cinema come veicolo della miseria umana

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  Io, Bob Dylan e il cinema come veicolo della miseria umana   <<Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi.>> Parto da questa citazione di Arthur Rimbaud, perché trovo giusto irretire il lettore e persuaderlo del fatto che questo possa essere davvero un buon articolo da leggere! Nel corso degli anni, crescendo ho sviluppato una passione viscerale nei confronti di alcuni autori, indifferentemente legati al mondo dell'arte, della letteratura, del cinema e della musica popolare. Oggi, 42 anni compiuti, osservo il mondo da un punto di vista privilegiato, facendo della scrittura il mio mestiere per vivere e per pagare i conti. C'è un artista, anzi un musicista, che più di altri ho seguito durante gli ultimi 18-20 anni e risponde al nome di Bob Dylan. Bob Dylan? Ma non era morto? Può essere. Del resto lo dice egli stesso: I'm Not There. Dylan è un autor...

Bob Dylan & Chronos: lotta contro il tempo

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  Dylan & Chronos: lotta contro il Tempo “I tibetani credono che vi sia uno stato di transizione tra la morte e la rinascita. La morte sarebbe fondamentalmente un periodo di attesa. Dopo poco tempo l'anima sarà accolta da un nuovo grembo. Nel frattempo essa restituisce a sé stessa una parte della divinità che ha perduto al momento della nascita.” (Rumore bianco, Don DeLillo)         Introduzione “Il tempo è un bambino che gioca, che muove le pedine; di un bambino è il regno.” L’immagine usata da Eraclito per parlare del tempo accosta la leggerezza del gioco, la casualità di un lancio di dadi all’inesorabilità del tempo e all’enigma del suo svolgimento. L’uomo ha sempre rivolto un’attenzione particolare al trascorrere del tempo ed è stato attratto dal futuro e dalla possibilità di conoscerlo anticipatamente. Nell’antichità i greci usavano due termini per definire il tempo: Chronos per indicare lo scorrere dei minuti e la sua natura quantitativa e K...