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Bob Dylan e i Grateful Dead: una lunga conversazione americana

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Dalla storica collaborazione degli anni ’80 fino ai tour più recenti, Bob Dylan intreccia la sua voce con il repertorio dei Grateful Dead, reinterpretando classici come Friend of the Devil e Truckin’ , e confermando un legame musicale che attraversa decenni, tra rispetto reciproco e continua reinvenzione dal vivo. Riflettere sul rapporto tra Bob Dylan e i Grateful Dead significa entrare in una zona laterale ma decisiva della musica americana del secondo Novecento, un’area in cui le categorie consuete — folk, rock, psichedelia, canzone d’autore — smettono di funzionare come recinti e diventano piuttosto superfici porose. Dylan e i Grateful Dead non appartengono allo stesso mondo per formazione, disciplina o metodo di lavoro, eppure condividono una concezione affine della canzone come organismo vivente, instabile, mai definitivamente fissato. In questo senso, il loro dialogo non è riducibile alle collaborazioni dirette degli anni Ottanta, pur importanti, ma si estende a una costellazio...

Mascherati e Anonimi

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  Non sembra, ma sono trascorsi più di vent’anni quando Bob Dylan inaugurava uno dei suoi periodi creativi più produttivi sul piano multimediale. Poco prima era stato pubblicato il suo trentunesimo album in studio, Love and Theft , che per la seconda volta consecutiva gli aveva fruttato un Grammy, questa volta nella categoria di miglior album folk contemporaneo. Il tutto avveniva a stretto raggio dalla conquista della statuetta per la miglior canzone originale, grazie a Things Have Changed , composta per il film Wonder Boys . Dylan decide allora di capitalizzare il momento favorevole realizzando un nuovo progetto per il cinema. In collaborazione con il regista Larry Charles scrive la sceneggiatura di Masked and Anonymous . Il film porta la sua firma anche nella colonna sonora, dove il cantautore compie una scelta insolita e solo in parte riuscita: utilizzare esclusivamente brani propri, ma affidandone l’esecuzione ad altri interpreti. Alcuni sono nomi notissimi, come Grateful Dead...

Le canzoni di Bob Dylan a servizio del cinema

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  Le canzoni di Bob Dylan al servizio del cinema Diciamolo subito: la musica, e le canzoni in particolare, non hanno sempre bisogno di commenti critici. Anche quando chi scrive lo fa spinto da una passione autentica, il risultato può restare accessorio, rivedibile, talvolta persino superfluo. Se esiste un caso emblematico in questo senso, la produzione musicale di Bob Dylan lo rappresenta in modo quasi paradigmatico. E non è un discorso che riguarda soltanto la critica musicale italiana, tradizionalmente fragile e poco incisiva, ma un problema più ampio che coinvolge studiosi, teorici, letterati e musicologi che nel tempo hanno tentato di interpretare il cosiddetto “fenomeno Dylan”. Non di rado, chi ne scrive non ha mai imbracciato uno strumento. In altri casi, alcuni contributi critici mostrano una conoscenza parziale o indiretta delle fonti originarie da cui Dylan ha tratto ispirazione. A questo si aggiunge una questione metodologica che resta aperta: le sue opere vanno giudicat...

50 anni di Desire di Dylan

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50 anni di Desire di Bob Dylan Quando Desire esce nel gennaio del 1976, Bob Dylan ha trentacinque anni ed è già passato attraverso più “vite artistiche” di quante ne bastino a costruire una leggenda. La stagione folk, la svolta elettrica, il periodo country, il ritiro domestico, il ritorno pubblico con Planet Waves e Blood on the Tracks hanno prodotto una figura che non è più semplicemente un songwriter ma un sistema mobile di identità, ruoli, maschere. Desire arriva in questo punto preciso della traiettoria: subito dopo il trauma emotivo e artistico di Blood on the Tracks e in contemporanea con la Rolling Thunder Revue, che non è solo un tour ma un’idea di comunità, di teatro itinerante, di circo popolare e politico. Non è un caso che Desire sia, insieme, uno dei dischi più narrativi e più performativi di Dylan, il più “parlato” e il più fisico, il più letterario e il più collettivo. Cinquant’anni dopo, Desire resta un oggetto anomalo e per certi versi irriducibile. È un capol...

Bob Dylan Desire (1976)

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 Commento critico dell'album Desire (1976)  Desire è il disco più importante di Bob Dylan degli anni settanta. O meglio, è quello che si avvicina di più all'idea che abbiamo di un autore in cerca di ispirazione, di tematiche forti che possano in qualche modo ricongiungere con quella che era stata la parte più intensa della sua carriera musicale. Sulla scia del successo di Blood on the Tracks, Bob Dylan aveva acquisito più forza, sulla scena della musica popolare, di quanta ne avesse mai avuta dalle fine dei Sessanta. Anche la sua presenza sui media era tornata su valori ottimali, come non accadeva dal 1966, in pratica. Questo ritorno di fortuna venne consolidato dal tour con la Rolling Thunder Revue, episodio di cui scriveremo più diffusamente, in un altro contesto e in separata sede. Arrivati a questo punto della retrospettiva critica ci sembra doveroso affermare come alcune collaborazioni inattese avevano indirizzato buona parte della musica più innovativa di Dylan. Desi...

Bob Dylan - The Rolling Thunder Revue 1975

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The Rolling Thunder Revue (1975) Riavvolgendo il nastro dell'imponente discografia Dylaniana ritorniamo ora al 2001. A quando il Nostro aveva da poco dato alle stampe “Love and Theft”, 31esimo lavoro in studio. Il cantautore statunitense era fresco di Oscar per la canzone originale Things have changed e anche ai Grammy aveva trionfato nell'edizione del 1998. Soprattutto il suo sterminato archivio era stato finalmente aperto dando la possibilità al pubblico di recuperare in versione ufficiale una delle sue esibizioni più celebri. Mi riferisco ovviamente alla Royal Albert Hall del 1966. Quella in cui Dylan si esibiva accompagnato da un gruppo elettrico per il tour europeo. Il quarto volume delle Bootleg series viene infatti rilasciato nel 1998 e segna una delle più importanti pubblicazioni antologiche live per Bob Dylan. Mentre ne scrivo la Bootleg Series è arrivata al volume 17, alternando materiale di archivio in studio con registrazioni di live epocali. Nel 2002 viene pubb...